Tutto è iniziato circa tre mesi fa. Quasi per gioco. Guardando cartine geografiche e ripensando al mitico Capo Nord. «Perchè non arrivarci?». Era piacevole in quelle serate preestive (quando ormai lo scandalo del calcio era scoppiato), davanti ad uno spaghetto tirato con funghi porcini e del buon aglianico (cantina rigorosamente irpina), parlare di vacanze. Ripensare ad un lungo viaggio. E quando si parlava di viaggi impossibili, si pensava sempre alla costa estrema della Norvegia. Fa piacere scoprire di non essere l’unico fissato (Capo Nord). In quella compagnia di buona forchetta c’era un’altra famiglia. Amica e parente (non vi voglio tediare troppo con le linee di sangue di mia moglie). Ma sopratutto compagni di un altro viaggio indimenticabile, in una valle sconosciuta dell’Austria, abitata da gnomi ed elfi. Ad un tiro di schioppo da Innsbruck.
Quando si viaggia è sempre importante scegliere la compagnia giusta. E con Mariano, Rosaria e la piccola (si fa per dire) Paola coetanea della nostra (piccola) Noemi, l’affiatamento era collaudato. Così come per l’altra piccola, Giada, che fa squadra da sola!
Tra cene, cartine e discussioni, a poco a poco prendeva corpo anche il possibile itinerario delle nostre vacanze.
Ma non era semplice programmarlo. Prima per le distanze. Poi, per conciliare i periodi di ferie. Ed infine nella scelta di una vacanza plein-air. Non era facile immaginarla. La nostra prima vacanza (in Austria)si era consumata tra quattro mura. Seppure di una tipica fattoria tirolese. Scelta felice e quanto mai intelligente.
Ora cosa si poteva fare? B&b? No. Non sempre sono all’altezza e con due famiglie in giro (sette persone complessive) diventa tutto più difficile (prenotazione, costi ecc.ecc.). Scartato preventivamente ogni tipo di soggiorno in albergo od altra struttura, il tour non consentiva soste troppe lunghe, e scartata anche il noleggio di un camper, per il nostro viaggio si materializzava sempre più l’ipotesi del soggiorno in tenda. In parole povere una vacanza in campeggio. Per noi non era un problema, per Mariano e compagnia, sì. Convinta Rosaria, incerta all’inizio, restava il problema dell’attrezzatura. Dalla tenda a tutto il resto (sacchi a pelo, brandine, sedie, tavoli ecc. ecc.). Quanta roba che serve in camping…
Noi avevamo tutto. Dalla tenda tecnologica (si monta in pochi istanti) al tavolo che diventa uno stuzzicadenti, alle sedie pieghevoli come bonsai. Attrezzatura già collaudata, due estate fa, in Olanda.
Anche Mariano e Rosaria hanno scelto una tenda tecnologicamente avanzata adatta a «noi figli delle canadesi». Con picchetti aereodinamici che si montano da soli e tende che hanno superato la prova del vento nel tunnel dove ci infilano anche le Ferrari per i test di resistenza.
Sedie, tavoli e… materassini. Neanche a parlarne. Mariano ha scelto le comode brandine. Non si gonfiano e si chiudono a palchetto.
Una scelta da dieci e lode che mi costringe ad una accurata ricerca per evitare quei maledetti materassini che, in passato, gonfiavo fino a tarda notte per poi ritrovarli a terra la mattina successiva.
Così, ho scelto i nuovi materassini autogonfianti (la Ferrino dovrebbe pagarmi per aver collaudato tutta questa roba). Non pensando al dramma di… sgonfiarli e ri
Leggi ancora...
Aggiungi il nostro feed ai tuoi preferiti oppure leggi le feednews di viaggioadagio.it direttamente sulla tua e-mail







September 1st, 2006 at 8:19 am
Brù,
era ora che cominciassi a postare qui.
Ho scoperto che ci hai “traditi” da un sacco di tempo.
Qualcuno -non faccio nomi- ha osato affermare che tu fossi incapace di usare Wordpress!!!
September 1st, 2006 at 2:32 pm
fràtimo è un ’stardo!
September 1st, 2006 at 10:34 pm
Chi è quella spia… se l’acchiappo… sospendo anche le corte!
In realtà sono solo… pigro.
Ciao a tutti