E’ l’unica montagna che conosco che si raggiunge con una strada a scorrimento veloce e poi un paio di chilometri di curve, neanche troppo tornanti.
Stavolta la tappa non è sull’altipano di Laceno, ma nel paesino che precede. Bagnoli Irpino, un paio di migliaia di anime, un dialetto strano e il profumo di tartufo anche d’estate.
Non credeteci alla balla che i tartufi si trovano solo in autunno e in inverno e ciccia d’estate.
Si trovano, neri e bianchi, ma sono scorzoni, buccia porosa, granulosa, meno profumati, ma sempre tartufi. Se ne trovano meno e ci vuole una giornata a scavarli. Magro guadagno per i tartufari.
Anche perché il tartufo nero di Bagnoli, che comprate a Norcia sotto mentite spoglie, si può avere senza svenarsi. 12 - 15 euro l’etto. E le “pietre” sono buone. Conservate a dovere (niente riso, un volgare involucro di carta assorbente e un barattolo di vetro a chiusura ermetica nel frigo possono bastare) durano un paio di settimane.
E allora fare la strada per Bagnoli conviene. Soprattutto per la sagra: tartufo e castagne, senza sprechi, senza trucchi e senza inganni. Perché al paese ci lavorano tutto l’anno.
E tutto il paese si trasforma: si mobilita, si arrangia, non si risparmia. Un buco di cantina per preparare ravioli al tartufo. Ho detto ravioli, non quadrotti di pasta e un’idea di ricotta comprata al supermercato. Ho detto ravioli: panzarotti ripieni, direi “abboffati” di quella ricotta che viene da mucche libere al pascolo sulla piana del Laceno.
E ho detto tartufo: non il profumo, ma il sapore e la consistenza senza lesinare. E poi le castagne: quelle rotonde e gonfie, rigirate sulla brace e regalate nel cartoccio. A Roma un euro e 50 l’una.
Non ci credo alle sagre, non ci ho mai creduto.
Credo nelle patate con i funghi porcini che la signora del centro storico cucina per la famiglia e per gli ospiti di un fine settimana di ottobre.
Credo al caseificio che si è ingrandito poco a poco e mette in piazza il caciocavallo con l’occhio: piccante e dolce.
Ci credo a quel dialetto contadino che non è la maschera di una giornata o due.
A Bagnoli come in Inghilterra.
You, a seconda del tono sta per “tu” o per “voi”. Qui ti becchi il “tu” sempre.
Che vuol dire “tu”, proprio tu persona di famiglia.
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January 11th, 2008 at 10:20 pm
Complimenti, a chi ha in poche righe ha trasmetto il cuore di una popolazione…