Il Sentiero Matilde: tra natura e storia

Appunti di viaggio
di mstec005 Add comments
Le morbide colline tra le valli dell’Enza e del Secchia hanno una storia antichissima: colonia romana prima, terra di conquista e devastazione di Longobardi e Bizantini poi e, finalmente, territorio prezioso e conteso tra Papato e Impero nel periodo della dominazione di Matilde di Canossa, la Grande Contessa.
È questo il periodo di massimo splendore della valle, riunita in un unico feudo che si estende da Mantova a Lucca e dai confini col Granducato di Firenze fino alle foci del Po.
Matilde di Canossa è la vera anima di questa rinascita e di questo splendore: donna “europea” nel senso più pieno del termine, sovrana di cultura internazionale e tra le massime promotrici della nascita dell’Università di Bologna oltre che del fiorire di palazzi e monumenti in tutto il territorio, spesso dimenticati e trascurati.
Nello sforzo di riscoprire e recuperare questo patrimonio, a partire dalla fine degli anni Ottanta, l’amministrazione provinciale di Reggio Emilia e la Comunità Montana dell’Appennino Reggiano hanno iniziato un’opera di valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di coniugare le ricchezze ambientali e le testimonianze storiche.
Sono stati allora allestiti una serie di itinerari, primo tra tutti il bellissimo e suggestivo Sentiero Matilde che segue l’antico percorso medievale che dallo sbocco dell’Enza portava nel cuore del dominio dei Canossa.
Il percorso univa i castelli di Rossena, Canossa, Sarzano, Carpineti, scendeva a Toano e si dirigeva verso il crinale al Passo delle Forbici, attraverso la via delle Scalelle, per poi scendere verso i possedimenti toscani. Percorrendolo, si ha una chiara immagine, ancora oggi, di quanto maestosi ed avanzati erano sia l’antico sistema di comunicazione che quello difensivo, articolato su castelli, torri e cinte murarie.
L’itinerario, immerso in fitti boschi e ampie radure, permette però di scoprire anche le suggestioni di un territorio ancora integro e in certi tratti incontaminato come le antiche sorgenti solforose di Quara, il ponte a schiena d’asino di Cadignano e i gessi del Secchia, l’ideale per un po’ di trekking tra natura e storia.
Il sentiero Matilde si sviluppa in direzione nord-sud, è alla portata di tutti ed è percorribile in quattro tappe.
La prima, che unisce Ciano d’Enza, Rossena, Canossa, Bergogno, Monchio dei Ferri, il Castello di Garzano e Casina, richiede circa 6 ore di cammino a passo molto lento.
La seconda tappa parte da Casina, attraversa Migliara, Branciglia, Badia di Marola, Sorchio, Cigarello, Riana, Carpineti, Castello, S. Caterina, Colombaia, Stiano, Manno e arriva a Toano dopo circa 8 ore.
La terza tappa unisce Toano, Frale, Fonti di Quara, Cadignano, Campolungo, Case Rossi, Morsiano, Mulino, Fontanini e Gazzano in poco meno di 6 ore.
Inine, la quarta tappa inizia a Gazzano, passa per Case Stefani, I prati, Civago, Case del Dolo e arriva a Passo delle Forbici dopo 4 ore e mezza.
Viste le giornate che ci sta riservando questo inverno … perché non farci un pensierino.

Qui potete trovare ulteriori informazioni sulla storia del territorio

Leggi ancora...



Aggiungi il nostro feed ai tuoi preferiti oppure leggi le feednews di viaggioadagio.it direttamente sulla tua e-mail



Leave a Reply

WP Theme & Icons by N.Design Studio
Entries RSS Comments RSS Log in