Tutto è iniziato giovedì notte quando ho sognato di avere due grosse mammelle gonfie e materne. Poi alle quattro di mattina mi sono svegliata con un grosso cerchio di fuoco in mezzo alla fronte e quando mi sono alzata per prendere un Brufen, mi sono accorta che ero tutta gonfia come un rospo incazzato. Venerdì quindi non ho potuto far altro che tenere alto il livello di Brufen nel sangue ma quando sono arrivata a mezzanotte, mi sono resa conto che il mal di testa aveva preso la meglio sulle quattro pasticche di Brufen che mi ero fatta nel corso della giornata (600 mg x 4 = 2.400 mg di Brufen) e che adesso ero doppata, con il mal di testa e vagamente stordita come un rospo abbagliato dai fari di un automobilista. Sono andata a letto alle due e la mattina alle sei ero in piedi sveglia e pimpante come un rospo in procinto di una pozzanghera melmosa. Così alle 7e qualcosa siamo partiti in moto. Ho indossato la tuta nera piena di protezioni ovunque, il casco nero con il microfono piantato sotto al naso e l’assorbente di ordinanza, tipico di ogni partenza “intelligente” e programmata da mesi. Un’ora dopo cominciavo già ad avere le prime allucinazioni importanti: Padre Pio mi ha dato la sua benedizione appoggiando la sua mano sul mio casco rovente, San Fosco, protettore del rospo che c’è in ognuno di noi, mi ha invitato a recitare un rosario contro il gonfiore e verso le undici ho avuto la netta sensazione di levitare verso il cielo come una mongolfiera richiamata dalle correnti ascensionali provenienti dal Paradiso. Fortunatamente, nonostante mi fossero apparse anche le stigmate sulle mani (da cui sgorgavano fiumi di sudore), sono riuscita ad ancorarmi alle maniglie della moto e a concentrarmi sulle voci che avevano invaso il casco: l’ape maya interrotta dal servizio viabilità di centotrepuntotre, quattro scariche elettriche e Katiuscia, il navigatore satellitare, che ci comunicava che dovevamo procedere a dritto per centocinquanta kilometri e poi svoltare a destra. Alle undici e mezzo, con un anticipo sugli altri di quasi un’ora e una temperatura che doveva sfiorare i quaranta gradi, abbiamo fatto la prima tappa e abbiamo atteso. Succede che dopo aver a lungo dialogato con tutti i Santi del paradiso e aver a loro promesso vari fioretti in cambio di un alleggerimento del supplizio che stai subendo, si perde un po’ il contatto con la realtà e con essa la possibilità di considerare la medesima, una condizione alla quale adattarsi. Quindi, ormai in preda a deliri mistici di varia natura, ho pensato che se dovevo morire in terra straniera, tanto valeva farlo con le consuete modalità con cui io affronto le sofferenze più atroci e sotto al sole e il caldo cocente di sabato mattina, mi sono bevuta un Campari soda accompagnato da quattro patatine Pai risalenti probabilmente al tardo paleolitico. Da quel momento in poi niente è stato più come prima, mi sono accasciata al suolo sul gradino di un edificio e recitando l’Eterno Dolore, ho fatto mentalmente testamento dei miei averi e ho inviato un caro saluto di commiato a tutti coloro che mi hanno voluto bene. In attesa della morte che mi auguravo sarebbe sopraggiunta entro breve , ho quindi trascorso una buona mezz’ora fino a quando è arrivato anche l’altra parte del gruppo di amici che mi aspettavo mi dessero l’estrema unzione e che invece mi hanno condotto verso il bar per prendere una altro aperitivo. Sicchè, quando siamo ripartiti, circa un’ora dopo e ci siamo subito arenati in un semaforo rosso che non accennava a modificare il suo focoso calore, ho avvistato sulla mia destra il giardino dell’Eden. Un prato verde, verdissimo e curatissimo, sulla destra un piccolo gazebo sotto al quale un bel tavolo da giardino con le sue sei sedie intorno e qualche gioco sopra, poi nel mezzo il vialetto di accesso lastricato di pietra grigia e sulla sinistra un piccolo lago protetto da una rete e sorvegliato da una madonnina. Non una madonnina qualsiasi, ma una statuetta di circa 50 centimetri, protetta da una nicchia a forma di conchiglia e posizionata sopra ad una grossa pietra in maniera tale che il tutto raggiungesse l’altezza di almeno un metro. La madonnina con il suo bel velo azzurro, un rosario appeso al collo e il volto che prometteva di lacrimare non appena se ne fosse presentata l’occasione. Colpevole la mia incresciosa situazione mentale, mi sono fissata ad osservare la madonnina, il volto ceruleo contrito in un’espressione di materno dolore, un sorriso appena accennato, lo sguardo intenso e sofferente ma pur carico di speranze e di buoni sentimenti, le mani leggiadre e aggraziate protese verso di me, la veste immacolata. Ora mi vede e piange - ho pensato – mi vede, si mette a piangere e io urlo “miracolo! Miracolo!” . E invece quella si è messa a ridere, si è messa a ridere come una matta e mentre il semaforo finalmente verde mi portava lontano da lei, l’ho vista contorcersi dalle risate fino a quando è caduta nel laghetto. Chissà se nel laghetto ci sono i rospi.
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October 27th, 2005 at 9:27 pm
Io non c’entro, io non ho spedito l’invito a nessuno, io non ho promosso nessuno, io non ho sollecitato alcuna rettifica o integrazione, io non metto mai zizzania. Io amministro soltanto
:p
(Io non sono nemmeno certa di essere io… forse stavolta è mio fratello che è entrato con la mia password)
October 28th, 2005 at 8:51 am
Egregia viscontessa,il titolo mi aveva fatto pensare che lei avrebbe spiegato i perch della scelta del “Pescatore” (ero molto interessato) ma mi sono goduto tantissimo il post.
Comunque…Le esprimo la mia incondizionata solidarietà per il Suo travaglio!!
October 28th, 2005 at 9:04 am
Blog molto originale: complimenti
October 28th, 2005 at 9:10 am
Viscontessa, non ero io a spacciarmi per lei, ma lei a spacciarsi per me. E comunque anche se non fosse stata lei a invitare te non spacciandosi per me, ti avrei invitata io spacciandomi per lei o, addirittura, spacciandomi per me.
Sei grandiosa!!!
Fuoritempo, i complimenti ci fanno un piacere enorme, ma se contribuisci anche tu ci fa più piacere ancora! :-)
October 28th, 2005 at 10:55 am
Viscontessa Lei è una tipa molto originale!!!complimenti
October 28th, 2005 at 10:58 am
P.S. Per la lavagnina a destra….qualche anima genitle mi spiega come si fa a scriverci dentro? Chiara la giurassica
October 28th, 2005 at 11:32 am
Username e password
:-)
October 28th, 2005 at 1:36 pm
Non ho capito il titolo perchè il post non mi sembra racconti una verità diversa da quella del mio post richiamato all’inizio, ma semmai un diverso aspetto del viaggio.
Non importa poi chi ha diramato l’invito.
Il blog perde un conte, ma acquisisce una viscontessa: il guadagno - e non solo in termini araldici, ma soprattutto in capacità narrative - mi sembra evidente.
October 28th, 2005 at 1:39 pm
Ah scusate, ma mi accorgo di dovervi una spiegazione altrimenti non potete capire.
Mia moglie non tollera assolutamente che io scriva in blog dove scrive lei.
Quindi non mi resta che lasciarle il campo con un caro saluto a tutti.
October 28th, 2005 at 1:49 pm
Egregio Conte,non bastava cedere sul Sudoku e sul temperamatite, ora ci “caliamo le brache” anche sui blog….ahi ahi,non ci sono più i nobili di una volta!
October 28th, 2005 at 1:54 pm
Contevico no!
No!
Non cedere. Non mollare. Rimani con noi.
Ma non potete fare i turni?
Viscontessa, non puoi essere così feroce!
Aiutatemi ragazzi. Convinceteli voi a trovare un accordo.
October 28th, 2005 at 2:02 pm
…io posso offrire una micromina per ovviare al problema della segatura di matita o,in alternativa,uno di quei temperini a scatoletta in cui i trucioli di legno rimangono nel contenitore!!
Potrebbe bastare per comporre le controversie nobiliari/araldiche!??!
Suvvia Viscontessa,se Rosy Bindi e Storace riescono a convivere nella stessa Aula,potrete ben convivere Lei e il Suo augusto marito nello stesso blog!!!!
October 28th, 2005 at 2:19 pm
Credo che sia evidente il motivo per cui avrei preferito che le nostre strade non dovessero incontrarsi anche nel virtuale.
Non sono avvezza come te nè ai vittimismi nè alle scenggiate da prima donna, tanto meno a raccontare stronzate.
Mi scuso con i frequentatori di questo blog, ognuno ha la sua croce, io, come dicevo ieri dopo aver ricevuto l’invito a questo blog, non viaggio mai a meno che gli spostamente tra casa/ufficio/scuola/catechismo/lavatrice non possano definirsi tali e il mio intervento era una cosa vecchia che avevo pubblicato sul mo blog il giorno dopo la famosa gita.
Vi ringrazio comunque per l’ospitalità.
October 28th, 2005 at 3:46 pm
Ho spiegato le ragioni che mi impediscono di scrivere dove sei presente tu e mi sono adeguato ai tuoi desideri nonostante qualcuno potrebbe fare notare che sei tu a venire a scrivere dove sono già io e non viceversa.
Tu le stai riconfermando quelle ragioni. Non ho quindi detto nulla che non corrisponda al vero.
Ma pare che abbia ugualmente detto stronzate.
Va be’, hai ragione tu.
October 28th, 2005 at 4:08 pm
Ragazzi, qui litigavamo io e mia sorella. Benvenuti!
:P
October 29th, 2005 at 11:54 am
Marià, non ti preoccupare. Come ben sai trattasi di discussione standard tra marito e moglie. Sono sicuro (e spero) che continueremo a leggerli tutti e due con piacere.
October 29th, 2005 at 12:02 pm
Ma quali iuseneimendpassuord? La mia nuraghità non mi permette di afferrare queste moderne metodiche di accesso a quella maledetta lavagnetta/sciautbocs. Aspetto ancora una mano amica per la foto. Te la farò pagare la prossima volta che verrai a trovarmi. Da McDonald, ti porto!!!
October 30th, 2005 at 1:11 pm
Meno male che l’hai detto tu! A me con fare superiore hanno detto di usare la famosa passuord e lo iuserneim..ma io non credo di averlo mai avuto o se ce l’ho non lo conosco. Poco male scrivo i commenti mi basta!