Il lago di Nemi e le navi Romane

Appunti di viaggio
di CR42Falco Add comments

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Castelli romani, Lago di Nemi. Ve ne ho già parlato? Forse si forse no. Per chi vive a Roma sono luoghi ben noti, ma io li considero molto interessanti per tutta una serie di motivi:

1) vi bastano una giornata di sole e due ruote per uscire in un tempo relativamente breve dal caos della città;

2) si mangia bene e si beve meglio quasi in ogni posto;

3) ci sono dei luoghi che vale davvero la pena visitare per chi ama l’archeologia, la storia, le leggende.

Nemi è un paesino arroccato sul lato nord-orientale dell’omonimo lago. Il suo nome ha a che fare con i boschi e con Diana Nemorensis, la feroce dea cacciatrice (la parola némesi vi dice nulla?). Siccome questa Diana o Artemide altri non era che una bella signora venerata ancora più indietro nei secoli, il suo culto è ancora più antico dei romani, che eressero un tempio in suo onore sulle rovine di una struttura pre-esistente ai piedi della rocca vulcanica orientale del lago.

Del Tempio di Diana (placemark di Google Earth) oggi rimangono pochi resti affioranti, ma se vi capiterà di fare un giro da quelle parti rimarrete impressionati dalle dimensioni della pianta di quel luogo di culto.

Diana era cara ad un altro personaggio molto importante nella storia di Roma: Gaio Giulio Cesare Germanico , detto Caligola, che soffriva di un male abbastanza comune in qualche politico dei nostri giorni, la megalomania. Ma la sua megalomania produsse una delle più straordinarie costruzioni della storia del genere umano, anzi due: le navi del lago di Nemi (placemark di Google Earth). Voi mi direte: “in un posto sperduto sulle rive di un lago poco più grande di una pozzanghera?” Ebbene si!

Sotto le acque placide di quel laghetto giacevano, fino al 1928, i resti perfettamente conservati di due navi di tale imponenza da far impallidire qualsiasi altra opera marittima per molti secoli a venire. Erano lunghe all’incirca settanta metri ognuna e larghe all’incirca venti. Una delle due era un vero e proprio tempio galleggiante dedicato a Diana. Si pensa che un’enorme statua della dea si ergesse al centro della nave su di un piedistallo girevole di cui sono rimasti soltanto alcuni straordinari resti: dei cuscinetti a sfera realizzati in bronzo ben prima che Leonardo da Vinci li disegnasse millequatrocento anni dopo, quasi millecinque. L’altra nave serviva da luogo di riposo per il giovane Imperatore ed il suo seguito. Potrei scrivere molte righe sull’argomento e sull’incredibile perfezione tecnologica con la quale le due navi furono costruite: dalle pompe di sentina, all’ancora, ai rubinetti in bronzo, ancora oggi funzionanti, attraverso i quali passava l’acqua che doveva riscaldare le vasche termali che servivano alle cure di bellezza dell’Imperatore. Ma vi invito a visitare il museo delle navi e a documentarvi sulla sua storia. Su internet troverete moltissimo materiale di prima qualità grazie al lavoro di appassionati archeologi. Nel museo, invece, non troverete le navi. Vi chiederete del perché sia stato realizzato con tali mastodontiche dimensioni. La risposta è che fu costruito intorno ad esse, amorevolmente restaurate e perfettamente conservate. La storia del recupero delle navi di Caligola è altrettanto straordinaria della loro costruzione. E’ una storia di numerosi tentativi falliti nell’arco dei secoli, l’ultimo dei quali andò a buon fine. Per recuperarne gli scafi il lago fu svuotato fino al loro livello con delle pompe che trasportavano l’acqua attraverso un canale scavato nella roccia, l’emissario del Lago di Nemi. Sapete chi fu a scavare? Sbagliato.


Non fu il regime fascista. Furono gli Aricini, abitanti di Ariccia (poco distante e oggi famosa per la porchetta) a scavare questo canale quando a Roma si dipingevano ancora la faccia di blu. Nel 1944, però, i tedeschi in ritirata verso nord, ebbero la geniale idea di bombardare la struttura, distruggendola quasi completamente. Oggi al posto delle navi sono conservati due modelli in scala 1:5, realizzati dai maestri d’ascia di Torre del Greco, oltre a tutti i reperti che è stato possibile recuperare. Si sta lavorando per costruire almeno una delle due navi in tutti i particolari e restituirle la libertà sulla superficie del lago, come duemila anni fa.

Vi ho parlato di questo posto perché l’altro giorno ho guardato alla tv un bellissimo documentario sull’argomento e mi è tornato in mente. A Nemi c’ero stato già diverse volte. Sempre nello stesso ristorante. Si chiama L’incantesimo del lago. Lo troverete lungo la via principale di Nemi. Ha una bella e romantica veranda che dà sul lago e dalla quale si può vedere anche il mare, in fondo ad ovest, ed il paesino di Genzano arroccato sul lato sud-occidentale del lago. I tramonti sono imperdibili.

A tal proposito vi dirò che anche l’effetto della luna che tramonta fa la sua bella figura. Si specchia sul lago e poi sul mare. I romani parlavano della Diana delle tre lune perché in alcune date si possono osservare la luna quella vera lassù in cielo, poi quella che si specchia nel lago e poi quella che si specchia nel mare. Romantico. Ma questa è un’altra faccenda e non voglio farmi dare del mollicone.

Parlavo del ristorante. Si mangia dell’ottima cucina casereccia, soprattutto a base di selvaggina e funghi (in autunno). A Nemi dovete assolutamente mangiare le fragoline e i frutti di bosco, per le quali il paesino è molto famoso (però ve le fanno pagare care!). Potete farlo nelle due o tre pasticcerie oppure al ristorante che vi dicevo. Il proprietario è convinto che io faccia il giornalista per una rivista di moto. Forse perché gli dissi che avrei scritto due righe sulla sua ospitalità. Io cazzeggiavo e all’epoca viaggioadagio.it non era ancora nato. L’idea di scrivere di posti da vedere si. In ogni caso lui mi fa sempre lo sconto quando vado. E oggi io ho scritto le due righe che avevo promesso. Prima o poi lo verrà a sapere!

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8 Responses to “Il lago di Nemi e le navi Romane”

  1. mstec005 Says:

    Bellissimo post maestro…hai ABBONDANTEMENTE meritato il pareggio,bisogna ammetterlo.Credo che farò a meno delle fragoline (sai,la recessione…!) ma un salto a quel ristorante lo farò di sicuro e dirò al proprietario che l’hai "nominato"! Quanto al mollicone…non mi permetterei mai…!!

  2. contevico Says:

    E se io mi presento come amico tuo, le fragoline me le da?

  3. Chiara Says:

    Ma perchè voi uomini avete sempre "paura" di apparire "molliconi"? Non c’è proprio niente di male anzi è una bellissima cosa (ok..con moderazione, senza eccessi ecc ecc) Io però in questo posto ci vado e VOGLIO le fragoline!

  4. mstec005 Says:

    …….ehm……fragoline eh ?

  5. giarinainincognito Says:

    bello falco!
    mi è piaciuto molto il racconto mollicone delle tre lune e anche tutto il resto :)*
    e mi piacciono anche le fragoline, la carne no
     
     

  6. sara itis Says:

    potevate descrivere le navi romane

  7. Giancarlo di Barbaradinemi Says:

    Carissimo Amico, se si deve parlare di lune che si specchiano nel lago di Nemi devo smentirti e demolire la leggenda popolare che recita così: “tre lune si riflettono nel lago..” E’ di opinione comune, perchè solo per sentito dire e non per certezza, che si legifera di vedere una luna riflessa nel lago, un’altra giù dove staziona il mare ed infine Lei su nel cielo. Questa è leggenda ma la realtà è quella che i nostri avi avevano scritto: “tre lune rilfesse nel lago..” Non credo che abbia la possibilità di inviare delle fotografie ma s’è possibile fatemolo sapere e vi invierò la conferma delle tre lune che si riflettono nel lago.
    La realtà sfata la leggenda popolare. Infatti il 30 luglio 2007 alle ore 2,47 (luna piena) dentro il lago di nemi (solo per pochi minuti) la luna si specchia in tre posizioni diverse; lungo l’asse nord-sud. E’ uno spettacolo unico al mondo!!!
    Sublimazione ed estasi ai massimi livelli.
    l’ho fotografato l’attimo da casa mia, e vi assicuro che nulla al mondo è di così straordinaria bellezza.
    Giancarlo di Barbaradinemi.

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