Oltre Manica il caffè ha un significato diverso … oltre che un sapore diverso da quello che ha “a casa nostra”. È inutile incaponirsi a volere l’espresso nel ristorante di Lands End o nei locali tipici di Norwich o Cambridge: la globalizzazione non arriva a tanto. Ma poi, mi dite voi perchè dovrebbe ? Del resto, mi metto nei panni di quei poveri Britannici che in Italia tentano di avere una decent cup of tea ! Per prima cosa, il barista li guarderà con aria preoccupata per capire se si sentono male, poi chiederà se hanno bisogno di nulla. Solo successivamente gli presenterà un’anemica teierina dove galleggia, mesta, una bustina di tea (forse Star o Lipton), con l’acqua calda che stenta a prendere
colore. Inutile chiedersi why ?: il tea da noi non “attacca”, esattamente come di qua dalla Manica “non attacca” l’espresso! In tutta l’Inghilterra esistono catene di caffè (intesi come locali) più o meno ispirati al nostro Paese. Da Londra a Cromer possiamo trovare Costa Caffè, Caffè Nero, Caffè Uno, l’americano Starbucks e molti altri. Cosa trovi se ti siedi ad uno di questi tavolini ? Per prima cosa una scelta infinita di bevande dai nomi improbabili e pronunciati in un modo buffissimo (moccacinou, cappouccinou, expressou) e offerti in diversi formati (… small, medium, large, o a volte minimou, mediou o massimou …). Troverai camerieri dotati di buona volontà e pochissima esperienza che impiegheranno 20 minuti per fare la schiuma al latte: qui non esiste il “barman
professionista”, come da noi che è un’istituzione. Qui si improvvisano tali gli studenti, con la testa ben altrove che nella tazza di caffè ! E infine troverai bevande bollenti to drink in or to take away, ma che sicuramente berrai almeno mezz’ora dopo per evitare un’ustione di primo grado all’apparato digerente! Tuttavia, questi locali hanno il loro fascino. Li puoi trovare per la strada, a un piano di un centro commerciale o, ancora, in una bella libreria ed hanno una funzione diversa da quella dei nostri BAR. Niente scontrino, non un frettoloso “il solito?” e neppure un caffè in piedi, 5 minuti e via … Questi sono luoghi di sosta, non di passaggio. Sono parentesi di relax, non virgole di caffeina tra una corsa e l’altra. Ecco allora che anche la temperatura da ustione della bevanda trova una spiegazione ! Da Starbucks puoi sederti e scrivere una lettera (perfino un breve racconto) o leggere un libro senza che nessuno ti stia col fiato sul collo e ti faccia capire che è l’ora che tu liberi il tavolo ! La musica di sottofondo ti fa compagnia, perchè questi sono posti dove non si va di fretta. Ecco perchè è inutile cercare l’espresso di Milano a Londra, o il tea
di Oxford a Firenze ! Semplicemente perchè non esiste, perchè siamo diversi ! È questa diversità che sta alla base della voglia di viaggiare. È questo quello che accende la curiosità e ti spinge a macinare migliaia di chilometri per vedere e provare quello che, di solito, non vedi, non assaggi e non provi a casa tua ! Non è una questione di meglio o peggio; si tratta “solo” di accettare le differenze, tutte, dalle più piccole alle più grandi; è tornare a casa con qualche cosa in più (anche se magari con un espresso di meno). Poi apri la porta, appoggi le valigie e metti su la moka … e allora questo caffè te lo godi pure di più !
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June 8th, 2006 at 11:57 am
Come sempre, Chiara, i tuoi angoli d’Inghilterra sono una vera delizia.Pensa a quando ne avrai raccolti una cinquantina. Pensa lontano un paio di anni.Ci sarà soltanto da cucirli insieme per libro!!!
June 8th, 2006 at 11:03 pm
Cucirli in un libro? ..ci stavo pensando ma…devo proprio guardare lontano…io sono un’incostante, sempre di fretta…Un paio d’anni? chissa’. Grazie della fiducia!:)
June 10th, 2006 at 4:25 pm
Ma via! Sappi che ne prenoto sin d’ora almeno almeno un…. 20 copie!