
Adesso vediamo un po’ di venire incontro alle richieste di qualche nostra affezionata lettrice sul noto argomento Google Earth. Non dovreste incontrare difficoltà a trovare diversi siti con tutorial in inglese e FAQ scritte da giovincelli smanettoni di lingua anglosassone, ma a noi piace la lingua italiana.
Facciamo così: siete già andati a scaricarvi questo benedetto programma qui e lo avete installato. Funziona. Miracolo!
Una volta avviato il programma, dovrebbe comparire sullo schermo un’interfaccia come quella della foto (mi perdonino i cécati, ma se la ingrandisco mi sballa tutto il template di Viaggioadagio e la sosò mi rompe le ossa). Vediamo come é fatta: al centro trovate la nostra amata Terra, visualizzata con un’immagine digitale. Nella barra grigia al di sotto della vista satellitare troverete un certo numero di strani comandi. Smanettate pure. Servono a zoomare, ruotare, inclinare la vista corrente. Abbiate pazienza se siete dotati di un computer lentuccio. Infatti ogni volta che zoomate, vengono caricate vere immagini satellitari un tantino pesantucce. Ci vuole un po’ di tempo.
Nella foto siamo in prossimità di Roma. Noterete già che la foto stessa è un collage di immagini satellitari. Alcune (quelle tendenti al marrone) hanno una risoluzione maggiore, cioé vi permettono di arrivare a vedere il cortile di casa vostra e voi che prendete il sole (sempre che foste lì a godervelo quando il signor Google ha scattato la foto). Altre (quelle tendenti al verde) sono più grossolane. Ma è questione di tempo. Pian piano, grazie al contributo di tutti, si arriverà a riempire tutti gli spazi vuoti con immagini ad alta risoluzione, ma su questo torneremo la prossima volta.
Nella foto potete notare anche delle strade, i nomi di alcuni luoghi e delle icone di vario genere (quelle più diffuse sono delle i). Queste icone sono i famosi placemarks con i quali sto attentando alla vostra pazienza da quando è nato Viaggioadagio. Ma ne vale la pena. Un placemark è un’informazione geo-riferita, cioé posizionata sulla mappa della terra con un sistema di coordinate univoche (nel nostro caso latitudine e longitudine). Infatti la posizione in coordinate geografiche del vostro mouse la potete leggere sull’immagine satellitare in basso a sinistra, sotto la bussola, dopo la scritta pointer. Lì c’é scritto dove siete in gradi(°), primi(’) e secondi(”) d’arco rispetto all’Equatore e al Meridiano di Greenwich, poi l’elevazione del luogo sul livello del mare, l’altezza dalla quale state osservando il panorama. Adesso basta, sennò divento prolisso.
I placemarks vengono aggiunti dagli utenti di Google Earth attraverso una banca dati comune dove potete registrarvi tutti quanti. Viaggioadagio, naturalmente, è registrato come Viaggioadagio!
Potete escludere la visualizzazione sulla mappa dei placemarks e di altre informazioni spuntando o marcando le caselle che compaiono nella barra laterale a sinistra, quella con il bordo superiore verde, dov’é scritto Layers.
I layers sono “strati” di informazioni dello stesso tipo, come ad esempio il terreno, l’idrografia, le strade, i centri abitati (che sono vere e proprie geometrie) e i placemarks, che sono punti dello stesso tipo: ristoranti, hotel, distributori di benzina, informazini di singoli utenti. Il sistema degli strati vi permette, in posti molto affollati d’informazioni, di filtrare il guazzabuglio di scritte e simboli che comparirebbe sulla mappa.
Ma adesso come facciamo ad aggiungere un placemark? Semplice. Prima di tutto bisogna cercare il posto che si vuole indicare. Ci sono vari modi, come quello di iserire le coordinate o il nome del posto nella finestrella nell’angolo in alto a sinistra dello schermo. Ma la faccenda non funziona sempre, perché la banca dati di Google Earth non è ancora così ricca di particolari. Allora il modo migliore (e qui mi rendo conto che le donne avranno serie difficoltà
) è quello di affidarsi al proprio senso di orientamento e zoomare e ruotare e cercare fino a quando non troviamo il punto preciso.
Immaginiamo di voler indicare la fontana al centro di Piazza della Repubblica (o Piazza Esedra) a Roma.
Una volta individuato il punto non dobbiamo far altro che andare sul menu in alto allo schermo e cliccare su Add…placemark.
A questo punto comparirà sullo schermo un’icona a torma di spillone cartografico che potete spostare a vostro piacimento sul punto esatto che vi interessa ed una finestra dove aggiungere le informazioni, come il nome del placemark e una descrizione più o meno lunga.

Quando siete soddisfatti basta dare l’OK ed il gioco è fatto. Avete creato un placemark. SSSI!
Nella barra laterale a sinistra, nella finestra con il bordo superiore rosso (Places), comparirà una finestrella con il vostro placemark. Spuntandola o smarcandola il placemark comparirà e scomparirà dalla mappa.
Ma adesso che ci fate? Eh si, perché siete solo voi a visualizzarlo in locale. Non volete che il mondo sappia che avete scoperto la fontana a Piazza della Repubblica e che l’avete descritta in maniera così originale e interessante? Bene. Innanzitutto salvate il vostro placemark in una cartella del vostro hard-disk (tasto destro del mouse sul placemark e click su save). Noterete che viene salvato un file .kmz. Niente paura: è soltanto il formato del file di Google Earth nel quale vengono salvate tutte queste belle informazioni. Adesso avete due possibilità: la prima è quello di inviarlo alla community di Google Earth perché sia leggibile da tutto il mondo. Cliccate con il tasto destro sul vostro placemark e, nel menu a tendina selezionate “Share with Google Earth Community”. Verrete catapultati a questo link dove vi verrà chiesto di registrarvi, di assicurarvi che nessuno abbia già postato lo stesso placemark e così via. Complicatuccio e non molto utile se non avete intenzione di sprecare molto tempo. Il vantaggio della community è che il placemark viene inserito in un vero e proprio post nel quale potete aggiungere foto e link di vario genere, anche se l’interfaccia non è proprio user friendly. C’è da aggiungere che il vostro placemark non sarà immediatamente visibile a tutto il mondo all’apertura di Google Earth. Prima che ciò avvenga possono passare anche settimane. La ragione è che, in teoria, qualcuno mette al vaglio le informazioni e si riserva di aggiungerle o meno alla banca dati che Google Earth visualizza per default. Ma il vostro placemark è comunque visibile e scaricabile nel forum della community.
La seconda possibilità, per voi ragazzi e ragazze appassionati di Viaggioadagio, è mandare il vostro placemark in E-mail a noi (info@viaggioadagio.it). Sempre tasto destro del mouse sul vostro placemark e cliccate su Email nel menu che dicevo prima. Potete allegare anche delle foto. Provvederemo noi (cioé una delle due o tre anime pie che dedicano un po’ del loro tempo e delle loro umili capacità a sistemare l’aspetto grafico del sito) a inserire i vostri placemark nella raccolta di viaggioadagio e sistemarli con i riferimenti giusti nei vostri post.
Contenti?
P.S. : mi perdoni Jeneregretterien se ho preso spunto dalla sua domanda per descrivere in modo così poco rispettoso della sensibilità femminile i difficili passi che occorrono per fare di ciascuno di voi un navigatore di questo simpatico programma, ma ho litigato da poco con la mia cavaliera su una questione di orientamento. Non ho resistito!!!
P.P.S. CONTINUA QUI!!!
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January 11th, 2006 at 2:20 am
falco, sappi che mi persi in Scozia, anche se avevo il portatile in auto con su Route 66.
:-))
January 11th, 2006 at 8:58 am
Je…ci vuole arte, come in tutte le cose difficili!!! :P
October 26th, 2006 at 4:53 pm
spieghi benissimo sai.
ti ringrazio davvero tanto, prvvederò a inviare la mia nota georiferita sulla mia casa editrice;)
saluti.
s.
October 26th, 2006 at 5:35 pm
Non c’é di che!:-)