Che i Fiorentini siano gente simpaticamente bislacca è cosa nota, ma se capitate il giorno di Pasqua in piazza del Duomo (Placemark di Google Earth), tra il Battistero e la Cattedrale, vedrete una scena a dir poco stravagante che si ripete da secoli e secoli, il celebre scoppio del carro. È una tradizione che, come mi spiegava la mia affascinante guida toscana, risale addirittura all’epoca delle crociate, quando il valoroso fiorentino Pazzino de’ Pazzi (appunto !), innalzando per primo il vessillo cristiano sulle mura di Gerusalemme liberata, meritò da Goffredo di Buglione tre frammenti del Santo Sepolcro che riportò nel 1101 nella città gigliata. A partire da allora, il Vescovo di Firenze, con quelle schegge e un acciarino, ogni Sabato Santo accese un fuoco benedetto che distribuiva
poi agli abitanti in processione. Con il passare dei secoli la cerimonia divenne sempre più articolata fino a far nascere la tradizione di trasportare il fuoco santo su un carro a tre ripiani detto “Brindellone”. Successivamente, a partire dal 1300, il fuoco che ardeva sul tripode venne a sua volta sostituito coi fuochi d’artificio accesi dalla “colombina”, un razzo dalle sembianze di una colomba bianca che corre su una corda tesa da una colonna di legno al centro del coro fino al carro. L’anno scorso, la mattina di Pasqua, ero lì in attesa quando il carro, trainato da quattro buoi bianchi e seguito da un corteo di figuranti e sbandieratori, è partito da piazzale del Prato ed è arrivato in Piazza del Duomo. Alle undici esatte -succede così ogni anno- è stata accesa la miccia della colombina che, sibilando in maniera assordante nel silenzio emozionato della piazza, ha
innescato i mortaretti e i fuochi d’artificio tra le urla e gli applausi della gente. L’attuale “Brindellone” non è ovviamente quello costruito dalla famiglia dei Pazzi ma al suo interno ci sono ancora i tre frammenti originali del Santo Sepolcro; durante l’anno il carro viene custodito a Porta al Prato (Placemark di Google Earth) in un buffo edificio di legno senza finestre ma con un’enorme porta alta fino al secondo piano delle case adiacenti. Se per caso capitate a Firenze domenica prossima, non perdetevi lo scoppio del carro, un’altra delle mille attrattive di questa splendida città. By the way, se posso consigliarvi la milleunesima, fate un salto alla Trattoria “Pallottino” (Placemark di Google Earth), di fronte alla splendida chiesa di Santa Croce: con una ventina di euro vi gusterete la tipica cucina toscana in un ambiente rustico e caratteristico … e sarà un’ottima Pasqua nel vero senso della parola !
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