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	<description>Blog - Guida di viaggio indipendente</description>
	<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 23:21:15 +0000</pubDate>
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		<title>Lucerna, la magia del ponte e del lago</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 23:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Appunti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una città non grandissima, ma senza ombra di dubbio carinissima. Ho scoperto Lucerna quasi per caso, un anno fa, durante un viaggio in giro per l&#8217;Europa che ha portato me e la comitiva con la quale viaggiavo fino ad Amsterdam rigorosamente in pullman. Un viaggio ricco di esperienze che, fino ad oggi, non avevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="Times New Roman,serif;">E&#8217; una città non grandissima, ma senza ombra di dubbio carinissima. Ho scoperto Lucerna quasi per caso, un anno fa, durante un viaggio in giro per l&#8217;Europa che ha portato me e la comitiva con la quale viaggiavo fino ad Amsterdam rigorosamente in pullman. Un viaggio ricco di esperienze che, fino ad oggi, non avevo mai raccontato qui. Adesso è il momento buono per farlo. E come tutti i viaggi che si rispettino comincio proprio dalla partenza e dalla prima tappa: Lucerna, appunto. Come tutti i viaggi lunghi è stato necessario partire all&#8217;alba. Una bella sfacchinata che ci ha portato al confine con la Svizzera per l&#8217;ora di pranzo. Da lì abbiamo proseguito per Lucerna.  Siamo arrivati nel primo pomeriggio e la città ci ha accolto con un sole splendido che illuminava il suo bellissimo lago, ricco di atmosfera. Una città a dir poco magica. Ordinata, pulita, piena di belle cose da vedere. A cominciare dal ponte di legno, il famoso Kapellbrucke.</span><img class="alignright" src="http://farm2.static.flickr.com/1041/1337594223_049f71c293.jpg?v=0" alt="" width="218" height="163" /><span style="Times New Roman,serif;"> Un tempo il più antico della Svizzera (costruito nel &#8216;300), è stato ricostruito dopo un incendio che lo distrusse completamente. La torre ottagonale sull&#8217;acqua, ancor più antica del ponte, servì in epoche successive da prigione, archivio, stanza della tortura e stanza del tesoro.<br />
Molto interessanti gli oltre cento pannelli che ornano il sottotetto. Dipinti all&#8217;inizio del &#8216;600, raffigurano avvenimenti della storia lucernense e svizzera. Adesso, dopo l&#8217;incendio, sono stati sostituiti da copie, ma non per questo è venuto meno il loro fascino e la loro bellezza.<br />
Altra tappa fondamentale del nostro giro per Lucerna, oltre al centro storico e alla cattedrale, è stato il famoso Bucherer, il grande magazzino di orologi e gioielli. I prezzi sono a dir poco esorbitanti, ma gli oggetti sono molto molto belli. Una particolarità di Lucerna è il suo Leone d&#8217;oro. Si tratta di un bassorilievo che raffi</span><img class="alignleft" src="http://farm2.static.flickr.com/1247/1337591297_923d7cf968.jpg?v=0" alt="" width="206" height="155" /><span style="Times New Roman,serif;">gura un leone sconfitto dai soldati svizzeri. Ma il fascino di Lucerna è dato proprio dal suo lago. l&#8217;altra zona interessante della città è quella che si sviluppa nella parte del National-Quai, l&#8217;ampio lungolago sempre molto frequentato durante le belle giornate. In questa zona si possono inoltre visitare la Hofkirche, la cattedrale Lucerna, il Museo Nazionale dei Trasporti, e risalendo lungo la <strong>Zurichstrasse</strong>, il <strong>Palazzo di Bourbaki</strong>.</span><span style="Times New Roman,serif;"> Non lontano iniziano le caratteristiche mura della Museggmauer, con numerose torri che offrono una bella vista sulla città. Una piccola città che merita di essere visitata! E se avete modo di fermarvi per la cena cercate ristoranti tipici del centro storico. Lì potrete gustare i cibi tipici della Svizzera (compresa la fonduta di formaggio) ma soprattutto potrete assistere a piccoli spettacoli di musica e balli locali, compresa l&#8217;esibizione del corno delle Alpi. Come ho detto Lucerna è stata solo la prima tappa del nostro viaggio. La tappa successiva è stata Strasburgo. </span></p>
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		<title>Harrogate, una distesa di fiori</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 23:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabian</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Europa]]></category>

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		<description><![CDATA[Non credo che nel 1926 la vista da questa finestra fosse la stessa. Non proprio. I fiori sì, però. Harrogate è una distesa di fiori. Così che Agatha, in fuga da un dolore, dalla finestra aveva i fiori e i colori e la tranquillità di una città serena, elegante, misurata. Agatha&#8230; che non era una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="harro6.jpg" href="http://www.viaggioadagio.it/wp-content/uploads/2008/06/harro6.jpg"><img src="http://www.viaggioadagio.it/wp-content/uploads/2008/06/harro6.miniatura.jpg" alt="harro6.jpg" align="left" /></a>Non credo che nel 1926 la vista da questa finestra fosse la stessa. Non proprio. I fiori sì, però. Harrogate è una distesa di fiori. Così che Agatha, in fuga da un dolore, dalla finestra aveva i fiori e i colori e la tranquillità di una città serena, elegante, misurata. Agatha&#8230; che non era una persona qualunque, ma poteva passare per una signora borghese, in cerca di tranquillità, in un albergo elegante, di fronte alle terme. Acqua, fiori, verde&#8230; Harrogate. Stile vittoriano, un centro che racconta un&#8217;epoca mischiando armoniosamente i passaggi del tempo. Agatha arrivò in silenzio, ripartì in fretta. Era la scrittrice più famosa del Regno unito, per l&#8217;epoca.<br />
Quella finestra da cui si affacciava c&#8217;è ancora, come la sua camera all&#8217;Old Swan Hotel. E l&#8217;atmosfera nel centro di Harrogate deve essere la stessa che cercava Agatha Christie.<br />
<a title="harro4.jpg" href="http://www.viaggioadagio.it/wp-content/uploads/2008/06/harro4.jpg"><img src="http://www.viaggioadagio.it/wp-content/uploads/2008/06/harro4.miniatura.jpg" alt="harro4.jpg" align="left" /></a><a title="harro1.jpg" href="http://www.viaggioadagio.it/wp-content/uploads/2008/06/harro1.jpg"><img src="http://www.viaggioadagio.it/wp-content/uploads/2008/06/harro1.miniatura.jpg" alt="harro1.jpg" width="126" height="97" align="left" /></a><a title="harro.jpg" href="http://www.viaggioadagio.it/wp-content/uploads/2008/06/harro.jpg"><img src="http://www.viaggioadagio.it/wp-content/uploads/2008/06/harro.miniatura.jpg" alt="harro.jpg" align="left" /></a> Il tempo non va via in fretta, ad Harrogate. E lo si coglie nelle sale da tè. Locali piccoli, arredati con&#8230; fiori, che sono sulle pareti, sulle poltroncine, sui tavoli. Niente di paragonabile alle chiassose feste dei fiori di Sanremo. Harrogate è nel cuore dello Yorkshire e seleziona i turisti da accogliere. Ma la tradizione del giardino perenne qui è più forte che altrove, in Inghilterra.</p>
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		<title>Magnum Photos - la fotografia d&#8217;autore online.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 22:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eto Demerzel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Appunti di viaggio]]></category>

		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<category><![CDATA[Libri e guide in viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Magnum Photos è una cooperativa internazionale di fotografi, con agenzie principali a New York, Parigi, Londra e Tokyo, sedi minori in tutto il mondo.
Fondata nel 1947 da Robert Capa, David Seymour, William Vandivert, Henri Cartier-Bresson e George Rodger per dare un senso all&#8217;enorme lavoro di documentazione che questi grandi fotografi svolsero durante la seconda guerra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magnumphotos.com"><img src="http://www.magnumphotos.com/Archive/ClientFiles/MAG/Images/MagnumLogo.gif" border="0" alt="" width="80" height="80" align="left" />Magnum Photos</a> è una cooperativa internazionale di fotografi, con agenzie principali a New York, Parigi, Londra e Tokyo, sedi minori in tutto il mondo.<br />
Fondata nel 1947 da Robert Capa, David Seymour, William Vandivert, Henri Cartier-Bresson e George Rodger per dare un senso all&#8217;enorme lavoro di documentazione che questi grandi fotografi svolsero durante la seconda guerra mondiale, la Magnum è legata alle immagini più significative ed emozionanti del ventesimo secolo.<br />
Il suo <a href="http://www.magnumphotos.com/archive/C.aspx?VP=XSpecific_MAG.AgencyHome_VPage&amp;pid=2K7O3R1VX08V">archivio</a> contiene più di 350.000 foto disponibili online, che spaziano dal foto-giornalismo, ai documentari di viaggio, alla cronaca, ai reportage di guerra.<br />
I <a href="http://inmotion.magnumphotos.com/podcasts">podcast</a> ed i videopodcast, fra i più autorevoli e seguiti al mondo, sono una vera miniera di suggerimenti ed esempi da studiare per chi è appassionato di fotografia.<br />
Nello <a href="http://store.magnumphotos.com/">store</a> è possibile ordinare i celeberrimi books fotografici direttamente online.</p>
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		<title>Diario inglese. Sempre in coda</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 06:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabian</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Appunti di viaggio]]></category>

		<category><![CDATA[Europa]]></category>

		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>

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		<description><![CDATA[Bradford è un piccolo areoporto. Piccolo ma internazionale. O forse sembra piccolo perché è ordinato, disciplinato, silenzioso. Tutto è ordinato e silenzioso nello Yorkshire. Arrivare da Fiumicino, dove si è lasciata l&#8217;auto in doppia, tripla, anche quadrupla fila, dove si è fatto a pugni al check in, dove si tiene stretto il bagaglio, dove un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bradford è un piccolo areoporto. Piccolo ma internazionale. O forse sembra piccolo perché è ordinato, disciplinato, silenzioso. Tutto è ordinato e silenzioso nello Yorkshire. Arrivare da Fiumicino, dove si è lasciata l&#8217;auto in doppia, tripla, anche quadrupla fila, dove si è fatto a pugni al check in, dove si tiene stretto il bagaglio, dove un ritardo tira l&#8217;altro, e calarsi in una <a title="in-fila.jpg" href="http://www.viaggioadagio.it/wp-content/uploads/2008/05/in-fila.jpg"><img src="http://www.viaggioadagio.it/wp-content/uploads/2008/05/in-fila.jpg" alt="in-fila.jpg" width="342" height="257" align="left" /></a>realtà completamente diversa non è semplice. La durata del viaggio, appena due ore e quaranta, non aiuta. Bisogna essere bravi a calarsi nella novità, perché il primo impatto sono le file. Le code: gli inglesi fanno code per tutto.  Penso alle volte che ho preso un caffè al Gambrinus di Napoli. E&#8217; il caffé più antico ed elegante di Napoli. E non c&#8217;è fila, solo ressa al banco. <a href="http://www.bettys.co.uk/" target="_blank">Bettys</a> a York è una sala da tè di epoca liberty. Con i suoi specchi in argento, gli arredi eleganti e una grande vetrina sulla piazza principale di <strong>York</strong>. Prendere un tea da Bettys significa appartenere alla middle class di York. Non è locale da turisti, anche se è di molti la curiosità di leggere i nomi dei soldati americani passati di qui durante la seconda guerra mondiale. Sono nomi incisi con l&#8217;anello di diamante sullo specchio della sala di Bettys. L&#8217;unica e l&#8217;ultima traccia per tanti.<br />
Se invece occorre del tè, ce n&#8217;è di tutti i tipi: per il mattino, per il tardo mattino, dopo colazione, per il pomeriggio, per la sera,  per la cena e per il dopo cena. Aromatico, classico&#8230; si è capito? siamo nel cuore dell&#8217;Inghilterra!<br />
Ma bisogna far la fila. Anche un&#8217;ora, che per un italiano sarebbe un&#8217;ora di bestemmie pensate, facendo la massima attenzione che qualcuno non tenti di fare il furbo. E invece sono tutti pazienti, tranquilli. Aspettano.</p>
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		<title>Diario inglese. Lesson uan</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 11:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabian</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Appunti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non volo. Io ho paura dell&#8217;aereo. Non di stare tra le nuovle, di sentire leggeri vuoti d&#8217;aria all&#8217;altezza dello stomaco. Ma di decollare e di atterrare. Quelli sono i momenti in cui il controllo passa ad altri e le mani mimano la presa, mentre i piedi affondano su un freno che non esiste. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non volo. Io ho paura dell&#8217;aereo. Non di stare tra le nuovle, di sentire leggeri vuoti d&#8217;aria all&#8217;altezza dello stomaco. Ma di decollare e di atterrare. Quelli sono i momenti in cui il controllo passa ad altri e le mani mimano la presa, mentre i piedi affondano su un freno che non esiste. Non saper volare significa essere consapevoli che il mondo là fuori è lontanissimo. Invece, poi, capita un invito. E la paura va in un angolo. E&#8217; la curiosità a vincere. Almeno fino a quando non si presenta quel muso tondo e grande, una scaletta e uno spazio apertissimo. Signori, siamo in pista, ho ancora tempo per dire &#8220;no grazie, io torno a casa&#8221;. A casa ci sono tornata, ma dopo il viaggio. E&#8217; bastato chiedere a un&#8217;hostess: &#8220;Scusi, ma questo coso grigio regge in aria?&#8221;. Lei gentilmente sorride e dice: &#8220;Sì, sopra le spiegheranno come pedalare per reggere la quota&#8221;.<br />
I pedali li ho cercati; non c&#8217;erano. Ho scoperto, invece, guardano fuori dal finestrino, quel patchwork dai toni caldi disteso sull&#8217;Inghilterra e ho ringraziato <a href="http://www.jet2.com" target="_blank">Jet2.com</a>.<br />
Qui comincia un diario inglese. Lesson uan: perdersi un viaggio nello Yorkshire per una stupida paura sarebbe stato un delitto.</p>
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		<title>In alto i calici!</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 15:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabian</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Mi disse: “E adesso cosa ne faccio? mi tocca metterla tutta nel novello”
Gli dissi: “Non è mia. Fanne quello che vuoi. Voglio solo il prezzo pattuito”
Mi disse: “Non se ne parla proprio”
Gli dissi: “Vediamo”
E ci vedemmo nello studio del mio avvocato che gli fece passare sotto il naso la denuncia già pronta per truffa, falso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabriellabianchi.net/wp-content/uploads/cantina.jpg" title="cantina.jpg"><img src="http://www.gabriellabianchi.net/wp-content/uploads/cantina.jpg" alt="cantina.jpg" style="border: 0px none ; margin: 4px" align="left" height="194" width="289" /></a>Mi disse: “E adesso cosa ne faccio? mi tocca metterla tutta nel novello”<br />
Gli dissi: “Non è mia. Fanne quello che vuoi. Voglio solo il prezzo pattuito”<br />
Mi disse: “Non se ne parla proprio”<br />
Gli dissi: “Vediamo”<br />
E ci vedemmo nello studio del mio avvocato che gli fece passare sotto il naso la denuncia già pronta per truffa, falso, estorsione. Io avevo ventun anni, lui aveva un’azienda da dieci milioni di bottiglie piazzate in tutto il mondo. Ero alla mia prima vendemmia. Greco di Tufo. Non sapevo che la partita di uva andasse accompagnata in cantina fino alla consegna. Lo imparai in quei giorni. Perché di notte il trasportatore aveva deciso di sostituire la mia partita con quella di un altro. Marcia ovviamente, solo sistemata con uva fresca e bella in superficie. Il trasportatore però aveva dimenticato di farsi firmare la bolla di accompagnamento. Ebbi il prezzo pattutito all’inizio, non una lira di più, non una di meno. Anche perché il trasportatore era un cassintegrato di altra azienda che lavorava a nero.<span id="more-1185"></span><br />
Di quella giornata in cantina, tra i silos d’acciaio, la segatura e il fango, ricordo la puzza, il tanfo, il lezzo di uva marcia. Due mesi dopo il novello era già nei calici.<br />
Enzo Vizzari, che aveva un <a href="http://vizzari.blogautore.espresso.repubblica.it/" target="_blank">blog </a>sull’Espresso, bolla la copertina del settimanale cartaceo come cosa di cui vergognarsi. Il titolo <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Quel-vino-e-pericoloso/2014787&amp;ref=hpstr1" target="_blank">“Velenitaly”</a> non lustra l’assonante rassegna (Vinitaly) che si svolge in contemporanea con l’uscita dell’inchiesta.<br />
Facciamoci del male, pensa Vizzari. Dico: facciamocelo fino in fondo.<br />
Di tanta inchiesta, <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/le-quattordici-cantine/2014907" target="_blank">quattordici</a> sono le cantine italiane che hanno acquistato il vino sotto inchiesta. Comunque roba da avvocati con master in statistiche. Non conosco il numero preciso, ma credo che le cantine italiane siano migliaia.<br />
Facciamoci del male: il problema non è l’inchiesta, ma la <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/04/11/i-blog-la-liberta-lespresso/" target="_blank">“censura”</a> (c’entra sempre) che l’Espresso avrebbe applicato nei confronti del Vizzari. Sempre perché internet2.0 è libbbero, i bloggers2.0 sono libbberi, L’Espresso (se ci fosse un Ordine perfettamente funzionante Vizzari sarebbe finito di fronte al collegio dei probi viri) ha segato il buon giornalista che libbberamente aveva scritto la sua opinione.<br />
Tra il vergognarsi sic et simpliciter e il fornire dati e cifre di una contro inchiesta mi pare ne corra un po’. Tra il “censurare” il lavoro dei colleghi, senza motivare, e cancellare un’ingiuria c’è l’abisso.<br />
Facciamoci del male: non conosco Vizzari, se non per aver letto qualche volta il suo blog, qualche volta le sue guide. Conosco bene invece il panorama del giornalismo enogastronomicoturistico. Conosco i bagagliai delle auto che arrivano carichi di un trolley e ripartono carichi di casse e ceste. Conosco mogli di giornalisti che producono barrique in rovere, mentre i leggiadri consorti assegnano due, tre o quattro calici al cliente migliore. Conosco lo zoo dei presstour: giornalisti portati al pascolo nelle migliori aziende, rimpinzati, abbeverati e coccolati per scrivere che un rudere è un castello magico.<br />
Lo so perché avevo cominciato, stanca di turarmi il naso per la puzza di sangue rappreso, a girare per borghi e paesi sconosciuti. Avevo anche comprato la macchina fotografica nuova. Ma prendevo l’auto, sceglievo un posto e andavo. Da sola e per i cazzi miei. Dopo qualche giro di questi pubblicati, qualcuno comincia a chiamare il giornale.<br />
Ho cominciato la dieta, ho scoperto che la munnezza (dio quanta ne ho vista e ne vedo!) puzza un po’ meno di certe grandi cantine, rimpiango amaramente l’odore ferroso del sangue rappreso.</p>
<p><em>Dal <a href="http://www.gabriellabianchi.net/2008/04/11/in-alto-i-calici/">blog di Gabriella Bianchi</a></em></p>
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		<title>Villaggio dell&#8217;Arte. Il Matese, i suoi centri storici, il paesaggio.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 20:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Campania]]></category>

		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<category><![CDATA[Molise]]></category>

		<category><![CDATA[Viaggio in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 27 Marzo 2008 è stata inaugurata nella Sala Bianca della Reggia di Caserta la mostra fotografica “Il Villaggio dell&#8217;Arte” che documenta le diverse fasi del processo che ha portato alla realizzazione in cinque comuni del Parco regionale del Matese di 18  laboratori artistici ed altrettante installazioni temporanee o permanenti. Il progetto ideato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><img src="http://azionematese.net/platform/files/imagecache/100x100/standard_images/logo.jpg" style="margin: 4px; max-width: 800px; width: 125px; height: 125px" align="left" /><span style="font-family: sans-serif">Il 27 Marzo 2008 è stata inaugurata nella Sala Bianca della Reggia di Caserta la mostra fotografica “Il </span><strong style="font-family: sans-serif"><span style="color: black; font-weight: normal">Villaggio dell&#8217;Arte” </span></strong><span style="font-family: sans-serif">che documenta le diverse fasi del processo che ha portato alla realizzazione in cinque comuni del Parco regionale del Matese di 18  laboratori artistici ed altrettante installazioni temporanee o permanenti. Il progetto ideato e curato da </span><em style="font-family: sans-serif">paesaggio workgroup</em><span style="font-family: sans-serif"> è l’esito di un’azione collettiva che ha coinvolto le istituzioni, la popolazione locale, artisti e architetti provenienti sia dall&#8217;Europa che da contesti extra-europei.</span></span><span id="more-1183"></span></p>
<p style="text-align: justify; font-family: sans-serif" class="MsoNormal"><img src="http://azionematese.net/platform/files/u4/acqua.jpg" style="margin: 4px" align="right" height="239" width="314" />I luoghi del Villaggio dell&#8217;Arte sono i centri storici ed il paesaggio rurale e montano dei Comuni di Capriati a Volturno, Fontegreca, Gallo Matese, Letino, Prata Sannita. Spazi che definiamo “urbanità potenziali”, luoghi in fase di transazione economica e culturale, manifestazione di alcune cruciali problematiche urbane contemporanee.<br />
L&#8217;azione del programma paesaggio-azione Matese si struttura su <span style="font-weight: bold">due filoni tematici</span>.<br />
Da un lato la <span style="font-weight: bold">questione identitaria</span>: la costruzione di un&#8217;identità viene affrontata in una prospettiva di elaborazione collettiva di eventi spesso drammatici (per esempio alcuni fenomeni della storia del novecento come l&#8217;anarchia e il brigantaggio o il fenomeno della migrazione di massa) che hanno inciso nella compagine sociale e hanno modificato le relazioni percettive, affettive, economiche con il territorio. Quali le linee privilegiate attraverso cui la memoria intesse rapporti con il passato e apre scenari per il futuro? Dove e come si può realizzare tale memoria?</p>
<p style="text-align: justify; font-family: sans-serif" class="MsoNormal"><img src="http://azionematese.net/platform/files/u4/webparticolare_case.jpg" style="margin: 4px; width: 343px; height: 249px" align="left" />Sull&#8217;altro versante i<span style="font-weight: bold">l tema del paesaggio</span> e del rapporto uomo-ambiente all&#8217;interno del contesto del parco. L&#8217;intervento degli artisti deve tener conto di questo contesto, caratterizzato dalla compresenza di preesistenze naturali (sistema faunistico, floristico, assetto orografico del territorio ecc.) ed antropiche (nuclei storici delimitati e compatti dalla marcata qualità insediativa), fortemente caratterizzate e finalizzato alla messa in relazione di questi sistemi in un&#8217;ottica di valorizzazione reciproca.<br />
Questa condizione sollecita il ruolo che l&#8217;arte può avere nell&#8217;indagine critica delle relazioni tra l&#8217;uomo e la natura e porta a selezionare un tipo di operazioni non invasive per l&#8217;ambiente.<br />
Qual è l&#8217;immaginario che sostiene attualmente il rapporto uomo-ambiente? Come ri-crearlo in chiave contemporanea nell&#8217;ambito di questo contesto? L&#8217;approccio percorre trasversalmente ambiti e discipline diverse promuovendo forme di interazione tra arte architettura e paesaggismo, tra sociologia ed ecologia.</p>
<p style="text-align: justify; font-family: sans-serif" class="MsoNormal">L’accesso alla mostra, aperta dal 27 marzo al 27 aprile, è gratuito.</p>
<p style="text-align: justify; font-family: sans-serif" class="MsoNormal"><a href="http://azionematese.net">www.azionematese.net</a></p>
<p style="text-align: justify; font-family: sans-serif" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
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		<title>Le terme dei Papi. Dove Viterbo si scopre.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 18:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eto Demerzel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Appunti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[ Le giornate d&#8217;inverno con il sole, fredde e pungenti, luminose, azzurre, sono il tempo in cui a Viterbo, alle terme, puoi trovare, nell&#8217;acqua calda di una monumentale piscina, signore che si scambiano i pettegolezzi più gustosi della città, gruppi di ragazzi che si crogiolano nell&#8217;acqua, amanti clandestini, vecchi pensionati che chiacchierano di politica, giovani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.termedeipapi.it/_template/02/images/piscina/00.jpg"><img src="http://www.termedeipapi.it/_template/02/images/piscina/00.jpg" border="0" alt="Piscina di notte al sabato" width="345" height="180" align="left" /></a> Le giornate d&#8217;inverno con il sole, fredde e pungenti, luminose, azzurre, sono il tempo in cui a Viterbo, alle terme, puoi trovare, nell&#8217;acqua calda di una monumentale piscina, signore che si scambiano i pettegolezzi più gustosi della città, gruppi di ragazzi che si crogiolano nell&#8217;acqua, amanti clandestini, vecchi pensionati che chiacchierano di politica, giovani fidanzatini che pomiciano con tenerezza. Insieme, ovviamente, con i turisti del fine-settimana mordi e fuggi in vena di coccole e relax.<br />
Fra i vapori bollenti della sorgente del Bullicame e l&#8217;aria esterna frizzante, ci si può esercitare in un&#8217;arte troppo spesso trascurata: quella di sparire al mondo esterno ed ascoltare, sintonizzarsi sulle parole delle persone che ti stanno intorno, con discrezione, senza invadenza, per capire come e cosa pensano, cosa le preoccupa, cosa riempie le loro giornate. Ascolti in silenzio, sorridendo dentro te, godendoti il tepore dell&#8217;acqua ed il calore involontario di gente sconosciuta e viva. Ti fermi per qualche ora ad osservare, registrare, sostituendo nella mente i tuoi pensieri con quelli degli altri.<span id="more-1181"></span><br />
Poi cala la sera, il buio, ed il luogo si scolora in un&#8217;atmosfera ovattata di silenzio, nella quale ancora poche persone si distinguono fra vapori più densi e bianchi, come in un&#8217;incisione dantesca di Gustave Doré.</p>
<p>______________________</p>
<p>A Viterbo le terme sono <strong>aperte tutti i giorni</strong>, tranne il martedì (se festivo, il giorno di chiusura è posticipato al mercoledì), dalle <strong>0900</strong> alle <strong>1900</strong>.<br />
Il sabato la piscina è aperta anche in <strong>notturna</strong> dalle <strong>2130</strong> fino alle ore <strong>0100</strong>.<br />
E&#8217; assolutamente <strong>indispensabile</strong> portare con sé un accappatoio, le ciabattine da bagno ed un lucchetto per l&#8217;armadietto dello spogliatoio (al limite il lucchetto si può  acquistare in loco).<br />
I servizi dello spogliatoio lasciano un po&#8217; a desiderare, soprattutto quando le terme sono affollate, a causa dell&#8217;esiguità del numero degli armadietti. Ma una mezza giornata in piscina vale assolutamente la pena per chi ha già apprezzato le altre bellezze di Viterbo.<br />
Per maggiori informazioni: <a href="http://www.termedeipapi.it">www.termedeipapi.it</a></p>
<p>______________________</p>
<p><img style="width: 227px; height: 333px;" src="http://www.poderedellarco.com/immagini/lavanda060.jpg" border="0" alt="Il nostro campo di lavanda di fronte al casale" align="right" />Abbiamo dormito per una notte al <span style="font-weight: bold">Podere dell&#8217;Arco</span> (<a href="http://www.poderedellarco.com/">www.poderedellarco.com</a>), che si trova a pochi minuti d&#8217;auto dalle terme, in una splendida posizione, immerso nella campagna ma a breve distanza dal centro storico della città, raggiungibile con una passeggiata di venti minuti. Si tratta di un <strong>casale quattrocentesco</strong>, che porta ancora le tracce del passaggio, probabilmente, di una comunità religiosa. Gli ambienti sono stati restaurati con grande gusto e semplicità da Anna e Marco, i proprietari, che gestiscono anche l&#8217;azienda agricola che produce olio e&#8230; <strong>lavanda</strong>. Il profumo di lavanda pervade tutte gli appartamenti, freschi e pulitissimi, dai quali si può godere la vista dei campi che, in giugno, si tingono di un viola intenso. Abbiamo trovato in Anna una gentilezza schietta e semplice, come le sue crostate ed i biscotti di pastafrolla. Giornale al mattino e tanto relax. Consigliatissimo.</p>
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		<title>Bike Expo 2008 - Adotta un guard-rail</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 18:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eto Demerzel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Moto viaggiare]]></category>

		<category><![CDATA[moto]]></category>

		<category><![CDATA[motociclismo]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217;ultima iniziativa lanciata dall&#8217;Associazione Motociclisti Incolumi AMI in collaborazione con l&#8217;Associazione Motociclistica Italiana ASSOMOTO durante il Bike Expo 2008.
E&#8217; una raccolta fondi tra gli utenti delle due ruote, che si pone l&#8217;obiettivo di installare sulle strade italiane barriere protettive integrate nei guard-rails attualmente presenti e totalmente inadeguati a garantire protezione ai motociclisti.
Chi desidera aderire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; l&#8217;ultima iniziativa lanciata dall&#8217;<strong>Associazione Motociclisti Incolumi</strong> <strong>AMI</strong> in collaborazione con l&#8217;<strong>Associazione Motociclistica Italiana ASSOMOTO</strong> durante il <a href="http://www.bike-expo.it/home.htm">Bike Expo 2008</a>.<br />
E&#8217; una <strong>raccolta fondi</strong> tra gli utenti delle due ruote, che si pone l&#8217;obiettivo di installare sulle strade italiane barriere protettive integrate nei <em>guard-rails</em> attualmente presenti e totalmente inadeguati a garantire protezione ai motociclisti.<br />
Chi desidera aderire all&#8217;iniziativa può fare un <strong>versamento sul c. c. postale n° 51357937</strong> intestato a Associazione Motociclisti Incolumi ONLUS scrivendo nella <strong>causale &#8220;ADOTTA UN GUARD-RAIL&#8221;</strong>, indicando eventualmente anche la Regione in cui si vuole che vengano installate le protezioni.<br />
Una volta raggiunta la cifra utile a mettere in sicurezza la tratta individuata, si procederà all&#8217;installazione delle protezioni. Ogni euro donato sarà interamente impegnato in questa iniziativa. AMI, associazione non lucrativa, si fa garante della raccolta dei fondi. Alcune aziende produttrici hanno aderito al progetto e sono disponibili a installare ad un prezzo politico tratte sperimentali di barriere salva-motociclisti e altri sistemi protettivi. <span id="more-1180"></span><br />
Alcuni Comuni veneti e toscani hanno già accolto, in maniera entusiasta, questa proposta.<br />
Una provocazione nei confronti di chi si dovrebbe occupare della nostra sicurezza e invece adotta tutte le scuse possibili per non fare nulla.<br />
Sul tratto di strada in cui saranno installate le protezioni donate sarà apposta una targhetta di ringraziamento con i nomi dei donatori che ne daranno l&#8217;autorizzazione; ciascun donatore riceverà in seguito un attestato su cui sarà riportata la denominazione della strada in cui è stata installata la protezione che ha contribuito a donare.<br />
<strong>I Comuni che aderiscono all&#8217;iniziativa riceveranno il riconoscimento &#8220;Safety Label&#8221; che certifica il loro impegno a migliorare la sicurezza dei motociclisti</strong>.<br />
Tutte le informazioni saranno disponibili nei prossimi giorni sui siti <a href="http://www.motociclisti-incolumi.com">www.motociclisti-incolumi.com</a> e <a href="http://www.assomoto.it">www.assomoto.it</a> .</p>
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		<title>Le migliori compagnie di viaggio-avventura del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 18:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eto Demerzel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Appunti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il viaggio-avventura è una cosa seria. C&#8217;è chi fa da sé e chi, invece, si affida ad operatori del settore. Sia nel primo caso che nel secondo è importante avere le idee chiare e scegliere bene le destinazioni, le attività, i tempi, valutare i possibili rischi. Il National Geographic ha condotto un&#8217;attenta ricerca fra 200 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://atr.nationalgeographic.com/outfitters/searchMain.action"><img src="http://atr.nationalgeographic.com/outfitters/images/badge_bestoutfitterWhite.jpg" align="left" border="0" height="154" hspace="4" vspace="4" width="158" /></a>Il <strong>viaggio-avventura</strong> è una cosa seria. C&#8217;è chi fa da sé e chi, invece, si affida ad operatori del settore. Sia nel primo caso che nel secondo è importante avere le idee chiare e scegliere bene le destinazioni, le attività, i tempi, valutare i possibili rischi. Il <em><strong>National Geographic</strong></em> ha condotto un&#8217;attenta <strong>ricerca fra 200 operatori del viaggio-avventura</strong>, valutandone i servizi secondo parametri ben precisi come il livello culturale, la sostenibilità ambientale e sociale, la qualità ed il comfort, lo spirito di avventura, le impressioni dei clienti.<br />
Il risultato è una <a href="http://atr.nationalgeographic.com/outfitters/searchMain.action" target="_blank"><strong>lista</strong> delle <strong>158 migliori agenzie</strong> di viaggio-avventura al mondo</a>, classificate sulla base delle destinazioni, dei prezzi, del tipo di attività proposte. Uno strumento di consultazione (ovviamente in inglese!) che non può mancare fra i link di chi sta sognando il viaggio della vita e vuole andare sul sicuro. Come dire: <strong>avventura sì, ma senza correre troppi rischi!</strong></p>
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