Dov’é finita l’arte di viaggiare.

Appunti di viaggio
di viaggioadagio.it (BloGuida per viaggiatori indipendenti) Add comments


L’avventura, l’elementare, l’inviolato sono i valori bollati di cui i turisti possono menare un vanto imponente. La mèta deve essere, a un tempo, accessibile e inaccessibile, lontana dalla civiltà e munita di tutti i comfort. Si vedrà il deserto in pullman, la tundra lappone in vagone-letto. Dal finestrino di un Super-Constellation si filmerà pigramente il Polo Nord. Nel deserto di Tamaulipas, sotto il freddo sguardo dell’Homo Faber, svapora l’esperienza vissuta cui si è dato una caccia senza respiro. Come al solito, questo nuovo diritto dell’uomo spettava inizialmente solo alla classe che lo aveva escogitato e introdotto, alla borghesia indipendente che viveva coi profitti dei suoi capitali. Ma una volta postulato, esso non può rimanere privilegio per pochi. La sua azione favorisce e stimola il processo di fusione e di omogeneizzazione della società… Le premesse del turismo sono effetti, i suoi effetti sono premesse per una sua sempre più ampia diffusione.

HANS MAGNUS ENZENSBERGER 

Su Diario di Repubblica del 29 agosto (.pdf),

Dov’è finita l’arte di viaggiare, di Francesco Merlo;

Colti, esotici, sportivi. Le facce del business: com’è cambiato il modo di viaggiare dal Grand Tour ad oggi, di Guido Viale;

L’occidente in movimento: un antropologo analizza il comportamento del viaggiare, di Marc Augé. 

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One Response to “Dov’é finita l’arte di viaggiare.”

  1. weekend benessere Says:

    si è un po’ persa come dite voi “l’arte di viaggiare” anche perchè in tutti i posti la globalizzazione ha portato le stesse cose. Bisogna comunque essere curiosi e pronti sempre all’ insolito

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