Donne viaggiatrici

Appunti di viaggio
di viaggioadagio.it (BloGuida per viaggiatori indipendenti) Add comments

Come si è evoluto nel tempo il loro ruolo e la loro immagine? Un tempo si dovevano travestire da uomini per conoscere il mondo. Oggi sono scienziate, giornaliste, antropologhe, geografe o semplici turiste, curiose di conoscere Paesi lontani, a volte anche pericolosi.

Alla National Portrait Gallery di Londra nel 2004 è stata allestita una mostra sulle donne viaggiatrici. Esposizione documentata di biografie: di ecclesiastiche impegnate in solitari pellegrinaggi sino alle più moderne aviatrici/avventuriere dei cieli, passando per agiate signore con la insopprimibile passione per il viaggio, espressa sotto forma di vocazione alla ricerca antropologica, alla diplomazia internazionale, all’avventura tout court.

Come si è evoluta nel tempo la figura della viaggiatrice?
“La notte scorsa eravamo sporche, isolate dal resto del mondo e libere, stanotte siamo pulite, di nuovo nel mondo civile e prigioniere”. Scriveva così al suo ritorno a casa Louisa Jebb, un’aristocratica londinese che all’inizio del Novecento insieme ad un’amica aveva attraversato la Turchia a cavallo. Viaggiare era smentire il pregiudizio sociale che voleva la donna mansueta, curiosa ma solo di frivolezze, e soprattutto sedentaria.

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