Donegal, un’alternativa allo shopping natalizio

Appunti di viaggio
di mstec005 Add comments

Natale, periodo di regali e di shopping sfrenato: strade affollate, negozi stracolmi, musica e confusione nelle piazze, traffico nel centro delle città, mezzi pubblici in tilt nei fine settimana ma … c’è un’alternativa !
Nebbie velate quanto basta per sfumare i contorni, ripidi crinali che precipitano tra le onde, profonde valli semideserte interrotte da rilievi improvvisi: non è l’ambientazione dell’ultimo episodio di Harry Potter ma lo scenario che si presenta a chi in questa stagione si gode qualche giorno nella contea di Donegal (Placemark di Google Earth), la più settentrionale d’Irlanda, quella che Yeats definì di una “terribile bellezza”.
Da queste parti il verde smeraldo per cui è famosa il resto di quest’isola si fonde col blu intenso del mare, col marrone delle scogliere, con l’ocra delle piccole ma numerose spiagge e col bianco delle tantissime oche e dei cigni selvatici.http://static.flickr.com/43/80584832_9ea073bb29_m.jpg
In questo caleidoscopio di colori, la storia, le tradizioni e le leggende di questo popolo orgoglioso trovano la loro migliore espressione. È proprio qui infatti, a Glencolcille, un piccolissimo paesino con poco più di 250 anime su una penisola al termine di un’ampia vallata, che il monaco Colombano edificò un imponente monastero in cui raccolse e conservò il patrimonio della cultura occidentale durante i secoli delle invasioni barbariche. Del convento oggi non rimangono che pochissime rovine, in parte coperte dalla chiesa della Church of Ireland, ma tutto intorno sono visibilissimi tantissimi resti di tombe megalitiche, un’imponente pietra con delle incisioni rupestri e mura medievali tra cui sfila un’imponente processione che ogni anno, il 9 giugno, ricorda la missione di San Colombano.
http://images.world66.com/in/is/ho/inishowen_co_done_galleryfullSe ci si avventura poi lungo la costa, dirigendosi verso l’estremo nord dell’isola, ci si gusta un paesaggio fatto di insenature, baie, porticcioli e pescherecci dalle chiglie scrostate e giochi di luci e colori che lasciano a bocca aperta. È il caso, ad esempio, di Bloody Foreland -letteralmente “promontorio insanguinato”-, la fetta di costa compresa tra Bunbeg e Falcarragh celebre perché al tramonto le pietre delle sue scogliere si fanno, per pochi magici minuti, di un rosso scuro prima di svanire nel buio della sera.
E infine, come dicono gli Irlandesi, “più a nord del nord” c’è Inishowen, una terra antica fatta di spiagge bianche, piccoli cottage isolati, strade deserte spazzate da un vento freddo che non smette mai di soffiare. Sono queste le terre di confine: repubblicahttp://www.guide-to-nireland.com/dunluce.jpg d’Irlanda da una parte e monarchia britannica dall’altra, divise da torrette e telecamere che interrompono, solo per un attimo, scenari in cui la natura la fa da padrona. Ma basta poco, superata Londonderry la costa della contea di Antrim riprende il “discorso” interrotto con un susseguirsi di baie silenziose e tranquille, piccoli borghi con i loro caratteristici porticcioli, scogliere bianche a strapiombo sull’oceano e qualche solitaria testimonianza dell’antica storia di questi posti come i resti del castello http://www.datawebdynamics.com/albatross/images/package_gfx/giants-causeway.gifdi Downhill, il Mussenden Temple -una rotonda neoclassica ispirata al tempio di Vesta a Tivoli- ed il castello di Dunluce.
Pochi chilometri più in là c’è Bushmills, conosciuta sia per avere la più antica licenza per la produzione del whisky (risale al 1609) sia per l’ncredibile Giant’s Causeway -la strada del Gigante-, oltre 35000 colonne esagonali di basalto sorte dalle eruzioni che forgiarono l’isola milioni di anni fa. Tutto intorno, l’unico suono che si sente è il rombo delle onde che si infrangono sulle scogliere … non esattamente dei canti natalizi o lo strombazzare di un clacson nel centro della città !

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