Io non volo. Io ho paura dell’aereo. Non di stare tra le nuovle, di sentire leggeri vuoti d’aria all’altezza dello stomaco. Ma di decollare e di atterrare. Quelli sono i momenti in cui il controllo passa ad altri e le mani mimano la presa, mentre i piedi affondano su un freno che non esiste. Non saper volare significa essere consapevoli che il mondo là fuori è lontanissimo. Invece, poi, capita un invito. E la paura va in un angolo. E’ la curiosità a vincere. Almeno fino a quando non si presenta quel muso tondo e grande, una scaletta e uno spazio apertissimo. Signori, siamo in pista, ho ancora tempo per dire “no grazie, io torno a casa”. A casa ci sono tornata, ma dopo il viaggio. E’ bastato chiedere a un’hostess: “Scusi, ma questo coso grigio regge in aria?”. Lei gentilmente sorride e dice: “Sì, sopra le spiegheranno come pedalare per reggere la quota”.
I pedali li ho cercati; non c’erano. Ho scoperto, invece, guardano fuori dal finestrino, quel patchwork dai toni caldi disteso sull’Inghilterra e ho ringraziato Jet2.com.
Qui comincia un diario inglese. Lesson uan: perdersi un viaggio nello Yorkshire per una stupida paura sarebbe stato un delitto.
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June 14th, 2011 at 11:58 am
Anch’io ho paura di volare… ma la voglia di viaggiare supera sempre la paura. Mi spaventa di più il decollo però… l’atterraggio è invece l’avvicinarsi sempre più al traguardo. Terraaaaaa!!!!