Concorso National Geographic 2007 - i vostri scatti da perdere.

Appunti di viaggio
di Eto Demerzel Add comments

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Ritengo personalmente che in un Paese dove ciascuno è capace di improvvisarsi CT della Nazionale o della squadra del cuore, opinionista, politico, giudice, scrittore, critico letterario, artista, ci sia bisogno di un ritorno ai punti di riferimento sicuri, piuttosto che una corsa alla volgarizzazione. Internet e la tecnologia digitale hanno, fra i tantissimi pregi, il grosso difetto di volgarizzare, come se la più ampia accessibilità all’informazione sia, di per sé, indice del livello qualitativo dei contenuti. Potenziale non è reale.
Vengo al punto: il concorso fotografico del National Geographic Italia. Fiumi di polemiche - alcune delle quali, secondo me, più che motivate - sospensione dell’assegnazione del premio al miglior paesaggio, taroccamenti, sospetti, veleni. Perfetto stile Italia, insomma. Vi rimando alla consultazione dei blog per gli opportuni approfondimenti, ma un paio di riflessioni mi sembrano d’obbligo:

1) Una rivista che vanta una consolidata tradizione di qualità nel presentare gli scatti dei migliori fotografi del mondo e organizza un concorso fotografico per dilettanti, ha il sacrosanto dovere di selezionare le foto più belle secondo criteri rigorosi.
E quali dovrebbero essere questi criteri (secondo me)? Quelli che permettono di guardare ad un’immagine per quello che comunica, per quanto efficacemente lo comunica, per la sua bellezza e la sua forza. L’immagine deve essere bella. Deve essere d’impatto. Deve spiegare da sola tutto quello che c’è da spiegare, senza bisogno di noiose didascalie che aggiungano tutto quello che oltrepassa il dove ed il quando. Catturando un momento di viaggio, l’immagine deve essere spontanea, rubata (non taroccata), naturale, non costruita ad arte (e non mi riferisco alle possibilità di raffinare le immagini con Photoshop: un minimo di onesto ritocco o di “post-produzione” non è altro che l’equivalente digitale del lavoro che il fotografo esperto compie in camera oscura sulla pellicola per estrarne tutto il valore della fotografia). Lo scatto dovrebbe avvicinarsi il più possibile (giacché si parla di dilettanti) ai canoni dell’arte fotografica, cioè a quelle regole che, sebbene non assolute e obbligatorie, sono codificate da decenni di espressione artistica. Questo perché si tratta di un concorso. E lo scopo di un concorso è premiare i migliori, riconoscere la qualità, non l’impegno. Lo scopo di un concorso è quello di selezionare esempi di come si fanno bene le cose, non di come si fanno e basta. Di esaltare la qualità, giacché dalla qualità e dalla qualità soltanto si può imparare. Ecco il discorso dei punti di riferimento.
Come si diventa punti di riferimento? Attraverso il talento che, in qualsiasi disciplina umana, è l’insieme di una naturale predisposizione a cogliere il senso delle cose e di uno studio, matto e disperatissimo, per affinare la capacità ad esprimerlo. Newton, forse l’uomo intellettualmente più dotato che abbia mai camminato sulla Terra, diceva che non avrebbe mai potuto dare un passo se non avesse camminato sulle spalle dei giganti che lo avevano preceduto.
E vengo alla riflessione numero…

2) Lo so. E’ un semplice concorso fotografico, non c’è bisogno di tirare in ballo Newton; ma il mio fastidio più grosso sta nel fatto che i commenti più inutili a tutta questa faccenda, siano essi positivi o negativi, si fondano su valutazioni eminentemente tecniche: la saturazione, il taglio dell’inquadratura, i mezzitoni, la preponderanza del magenta, ecc. Vai a vedere la foto e non ti dice assolutamente nulla!

La tecnica è importante. Ma il processo di selezione dell’immagine più bella non attraversa la qualità tecnica in prima battuta. Al contrario, deve passare per la forza dell’immagine: prima scarto le immagini che non dicono nulla, ancorché perfette tecnicamente. Poi, fra quelle che dicono qualcosa, scelgo quelle che dicono qualcosa di veramente emozionante. Fra queste ultime scelgo quella che lo dice meglio secondo i canoni riconosciuti dell’espressione o, se siamo di fronte ad un genio, secondo canoni espressivi assolutamente inediti e travolgenti.

Il concorso fotografico del National Geographic Italia è stato molto povero. Ma la povertà del concorso riflette la povertà di tutti coloro che, giurati o semplici commentatori, pensano che si possa diventare artisti semplicemente comprando una macchinetta digitale supermoderna e sfogliando qualche manuale sulla tecnica della composizione.
Umilmente, da non fotografo, da non artista, dico che le cose non stanno così.
Umilmente, da lettore del National Geographic, voglio vedere vincere il concorso, sulle pagine della rivista che pago, gli scatti di dilettanti che abbiano la vera stoffa dell’artista o possano onestamente aspirare a diventarlo. Altrimenti non imparerò mai nulla. Soldi buttati.

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5 Responses to “Concorso National Geographic 2007 - i vostri scatti da perdere.”

  1. 3nom1s Says:

    E’ vero tutto e soprattutto le tue conclusioni mi aiutano a capire che la pensi esattamente come me. Da lettore ed aspirante fotografo (non è detto che non lo possa diventare anche se con qualche manualetto: se uno ha la stoffa dell’artista lo è e basta!) ti dico che mi ha colpito molto il fatto che quasi tutti i fotografi premiati erano già stati insigniti di altri premi ad altri concorsi…Non voglio dire che sia sbagliato far partecipare chi è più bravo (purchè non sia un professionista…) ma almeno cercare di rispettare alcune regole tali da non creare per forza una sorta di casta dei soliti vincitori. Così non impareremo mai nulla! Un saluto

  2. Elena Says:

    Ciao ragazzi, sto facendo una tesi sul turismo. Potete darmi una mano rispondendo a queste domande?Potete rispondere alla mia email (tesista83@gmai.com)

    Cosa ti aspetti da una vacanza?

    Ti è mai capitato che fosse diversa da come te l’aspettavi? In negativo o in positivo?
    L’idea che qualcosa può andare storto ti preoccupa oppure fa parte dell’avventura?
    Avresti qualche consiglio per evitare le fregature?

    Ti sei mai affidato a un tour operator? Com’è andata? Qual è la differenza? Hai un tour operator di fiducia oppure non c’è molta differenza tra i tanti?
    Cos’ha di diverso?

    Alpitour:
    -se fosse un compagno di viaggio?
    Eden Viaggi:
    -se fosse un compagno di viaggio?
    Grandi Viaggi:
    -se fosse un compagno di viaggio?

  3. bachelorette Says:

    Ciao,
    ti segnalo un sito dove è possibile caricare foto e video dei tuoi viaggi…

    http://www.mybaggy.com/

    fammi sapere che ne pensi…

  4. lo ziorso Says:

    tanti guri

    http://www.lozioviaggiatore.altervista.org/_altervista_ht/auguri.jpg

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