Claudio Magris: “Danubio”
Appunti di viaggiodi viaggioadagio.it (BloGuida per viaggiatori indipendenti) Add comments
Diciamolo subito, “Danubio” non è un libro da consumarsi in un week-end, incapaci di staccarsi dalle sue pagine; è piuttosto un racconto da scorrere con la stessa placidità e lentezza del “fiume blu” a cui è dedicato.
Un riassunto di quest’opera di Claudio Magris è impossibile, tanto che il libro non ha un indice dei nomi ed i capitoli hanno titoli lirici o fuorvianti, che a malapena lasciano intravedere l’idea di base: prendere un fiume e descriverne luoghi, paesaggi, incontri e memorie, dalla sorgente alla foce.
L’originalità sta nel fatto che l’intero libro è giocato sul perenne divario tra l’immediato e gli echi, tra quello che si vede e l’evocazione che questo suscita. Il Danubio è infatti il fiume di Vienna, di Bratislava, di Budapest e di Belgrado, una specie di “autostrada absburgica” che rievoca luoghi e personaggi suggestivi: la principessa Sissi, Heidegger, Kafka e molti altri in un apparente “disordine” in cui alle riflessioni sulla vita si accostano descrizioni, racconti e ricordi suscitati dai panorami che si godono scendendolo.
Ecco allora alternarsi la sede centrale dell’IBM -il luogo dove un tempo Strauss eseguì per la prima volta “Sul bel Danubio blu”- e la casa dove è morto Beethoven; il castello dove ha abdicato l’ultimo imperatore, Carlo I, ed il cimitero dei Senzanome, dove vengono sepolti i cadaveri raccolti nel Danubio e non identificati.
Da leggere con calma ma … da leggere !
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