Ieri sera ho preparato tutto con calma, per non doverlo fare stamani in fretta e furia, altrimenti poi finisce che, come sempre, mi scordo le pastiglie per l’emicrania, e stai certa che allora è proprio la volta che quel buontempone che mi abita dentro la testa si mette a piantar chiodi lì, sopra l’occhio, sempre quello destro.
Nella borsa ho messo tutto: i soldi, le carte di credito con i loro bravi codici nascosti nella rubrica del cellulare, mimetizzati così bene che a volte faccio fatica a riconoscerli anch’io.
Ho pensato tutta la notte, poi ho deciso di indossare i pantaloni, sicuramente più comodi e pratici della gonna, alcune maglie, a strati, per affrontare senza disagio eventuali sbalzi di temperatura, esterna ed interna, e un bel paio di scarpe giuste per camminare senza problemi.
La mia golf è lì che mi aspetta, il pieno fatto ieri, le gomme seminuove, acqua e olio non so dove sono, ma non vedo spie accese, quindi dovrebbe essere tutto a posto: si parte.
Un’ultima occhiata alla mia casa, un po’ di tristezza, persino il cancello tarda a chiudersi alle mie spalle, come per dirmi, ma sei proprio sicura di voler andare?
Sì, sono sicura, finalmente ho preso la mia decisione, e sento che oggi è il giorno giusto.
È solo la tristezza di un attimo, mi basta guardare la meraviglia di questo cielo che si appoggia lieve, là in fondo, sopra le colline, i colori dell’alba, l’azzurro con baffi di un rosapesco dolce come gli zuccherini nel vaso del droghiere, e mi sento meglio.
Attraverso piano piano le quattro case del paesino, non le voglio disturbare, sono così tranquille, serene, senza problemi e sembra impossibile che si possano trasformare in poche ore, in un rumoroso formicaio in piena attività.
È aperto solo il bartabacchi, e Roberto sta sistemando il tavolino per la colazione fuori sul marciapiede, ché tra poco si fermeranno i primi clienti per dare un’occhiata alla Gazzetta ed un caffè veloce.
Mi saluta con la mano e vedo nello specchietto che mi segue con lo sguardo, forse si sta chiedendo dove vado così mattiniera.
A dir la verità spesso me lo chiedo anch’io, ma non oggi, oggi lo so dove andrò.
La strada è tutta mia, posso stare nel mezzo della carreggiata, come piace a me, così riesco a guardare il paesaggio senza paura di andare nel fosso.
L’aria è particolarmente tersa, trasparente, tanto che laggiù, a sinistra, si vedono le cime delle Alpi.
È bella la mia campagna, è verde e marrone e ocra ed il sole la spruzza d’arancio, si è già preparata per l’arrivo dell’autunno.
Incontro il primo autobus che, dopo una sosta nella piazzetta, tornerà in città pieno di scolari, l’autista mi fa un cenno con la testa, e io istintivamente stringo le spalle per rimpicciolirmi e poi tiro un sospiro di sollievo, perché anche questa volta ci siamo passati entrambi nella piccola strada.
E guido e mille problemi mi passano per la testa, mentre la strada scappa via sotto le ruote, senza che me ne accorga e i chilometri scappano con lei, e penso a tutto quello che mi manca, e mi sembra di saperlo, di avere tutto chiaro, ma so che è un’illusione..fra poco nella mia testa ci sarà solo nebbia, come sempre.
Da quanto tempo sono al volante? Non lo so nemmeno più, mi rendo conto all’improvviso che il paesaggio è cambiato, il verde ha lasciato il posto al cemento e una periferia ancora insonnolita mi guarda un po’annoiata oh, buongiorno..sei tornata?
Sì sono tornata, troppe cose mi mancavano..e so anche che tornerò e tornerò e tornerò…chissà quante volte ancora..visto che ho scordato a casa la lista della spesa.
vi abbiamo trasmesso in diretta
il viaggio Casale-Parma, ovvero quando l’esselunga è a sedici chilometri.
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September 22nd, 2005 at 12:59 pm
Ricambio la visita e ti ringrazio =) mi raccomando torna a trovarci..e complimenti per il blog, anche tu vedo che non c’hai un ca__o da fare ! ^^
September 22nd, 2005 at 2:10 pm
Beh, amico mio già è tanto che mi danno la patete B..eh si..un altro pericolo sulla strada:P. Ma come mai il tuo blog è diverso dal mio?
September 22nd, 2005 at 2:55 pm
Non capisco la domanda =°D