Camere ipoallergeniche: la nuova frontiera degli alberghi

Appunti di viaggio
di viaggioadagio.it (BloGuida per viaggiatori indipendenti) Add comments

La “pure room” dell’Hotel Premier di Times Square a New York sembra una camera d’albergo come tutte le altre ma … è solo un’impressione perché prima di essere assegnata ad un cliente passa attraverso un lungo e delicato processo di sterilizzazione in sette fasi: il risultato è che ogni cosa nel locale, dalle tende al materasso, è stata trattata con un agente antibatterico.

Una fiala contenente un estratto dell’albero del tea, un disinfettante ed antisettico naturale, è permanentemente installata e funzionante nel condizionatore e la stanza viene periodicamente sottoposta a 4 ore di irradiamento di ozono per eliminare ogni microrganismo mentre, un’impercettibile resina inodore viene applicata ad ogni superficie per renderla inattaccabile ai batteri.

Al tempo stesso, ogni mattina i materassi ed i cuscini vengono ricoperti di una polvere anti-acaro.

Queste precauzioni e queste attenzioni possono sembrare eccessive e maniacali, perfino in un mercato che offre sempre più alberghi in cui la cucina macrobiotica e i prodotti naturali per il bagno sono diventati un must, ma questa camera ipoallergenica è rapidamente diventata la principale attrazione dell’albergo.

Il punto non è semplicemente il fastidio dell’allergia ma quello che da queste parti chiamano “fattore schizzinosità” (ick factor), il dubbio/sospetto su chi sia stato prima in quella stanza, chi abbia dormito in quel letto, chi abbia fatto la doccia in quel bagno, chi abbia lasciato nella stanza le 150.000 cellule che si perdono quotidianamente.

Moltissimi alberghi già da tempo si sono adeguati sostituendo le imbottiture in piuma, installando depuratori d’aria, rimuovendo tende e tappeti ed adottando sempre più frequentemente agenti antibatterici ma, per far fronte alle crescenti richieste ed esigenze dei loro ospiti, alcuni hotel considerano ormai irrinunciabile avere alcune pure rooms … a prezzo maggiorato ovviamente.

Molti ospiti non sembrano però far caso alla tariffa aggiuntiva: da provare !

Articolo originale di (Original article by) Michelle Higgins sul New York Times

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2 Responses to “Camere ipoallergeniche: la nuova frontiera degli alberghi”

  1. Firenze Says:

    a me queste cose fanno un po’ paura…tanti hotel a Firenze hanno cominciato a scrivere “cuscini anallergici”…si vede che qualcuno ci fa caso…ma non riesco a capire come possa venire in mente…

  2. mstec005 Says:

    Devo dire che anch’io rimango un po’ perplesso davanti a queste che considero “esagerazioni” ma…per carità,tutti i gusti sono gusti,almeno finchè non viene una cameriera a spruzzarmi di disinfettante e di polvere antiparassitaria !!!

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