In un’immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise…
In fondo è stato un po’ come ritrovare le origini. Se l’unica data di un concerto estivo era questa, dopo Verona (e l’Arena non fa provincia per suonarci), allora li perdoni, caro Avvocato. Ormai è l’unico rimasto con la A maiuscola e senza cognome a seguire. E allora li perdoni: magari non sapevano che Maestro le sta un po’ antipatica come definizione. E non ci faccia caso se hanno preso dieci minuti per ringraziare l’assessore sconosciuto, l’onorevole ignoto e tizio e cazio. E anche per quel palazzetto dello sport. Lo so che le avevano promesso il Teatro Romano. Sa, era una prova tecnica di Colosseo. Ed è riuscita bene. Non ci faccia caso: toccò anche a Vittorio Gassman. C’era la fila al bottighino anche quella volta. E il teatro romano si rivelò davvero piccolo. Neppure mettendo assieme i sette teatri che ci sono ce l’avrebbero fatta. Ma Gassman presentò parole fedeli e infedeli.
E in quell’improbabile scenario ci scudisciò con il vernacolo e ci adulò con Dante. Aveva i suoi stessi gesti: una mano che si aggroviglia attorno al capo e poi di slancio va verso il pubblico. Come quando lei fa la faccia da macaco. Proprio quella lì.
Era un ponte tra il palco e la tribuna. La sua faccia da macaco l’hanno scambiata per dissenso. E allora? insomma, non è forse questo il tema?! lingue avvelenate, lingue taglienti. E hanno scelto lei per aprire la rassegna. Lei, che con le parole ci sa fare. Come con le note. E con le facce di provincia. Peccato non averlo visto il teatro romano. Peccato sia venuto un giorno d’estate, che non è estate e non è inverno. Se fosse stata estate le avrei consigliato una passeggiata per il centro. Nella controra. La chiamano così perché a quell’ora si fa il contrario di quel che si dovrebbe di giorno. Fa caldo. Troppo caldo. E in strada non c’è nessuno. Avrebbe dovuto passeggiare per i viali: quelli di pietra lavica, quando ci picchia il sole e sale la calura. I viali sono larghi e lunghi. E la calura confonde i contorni dell’orizzone. Avrebbe visto facce un po’ così.
Oppure d’inverno. Sempre facce un po’ così. Perché d’inverno sale la nebbia dal fiume. E i contorni non li vede ugualmente. Sì, sì, d’inverno è meglio.
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September 5th, 2005 at 10:56 am
Sosò, se nessuno ti commenta ti commento io. Così non mi vai in ansia. Bel post!
…come direbbe il mio amico Occhiodipollo!
:P
September 5th, 2005 at 11:08 am
frà frà, non sono un maschietto: non ce l’ho l’ansia da prestazione :)
September 5th, 2005 at 11:19 am
Bene….allora togli dal logo qualle schifezza di chiocciola che ti ho già detto quello che sembra!
:P
September 5th, 2005 at 11:22 am
Qualle? io non vedo niente :p
September 5th, 2005 at 4:30 pm
ha cantato azzurro?
bel post gabian e non sono occhiodipollo
:*
September 5th, 2005 at 4:59 pm
No Giarina, niente Azzurro. Ha aperto con Sotto le stelle del Jazz, ha chiuso con Una faccia in prestito.
:)
September 5th, 2005 at 8:12 pm
ah, ma quanto tempo è passato
September 5th, 2005 at 8:16 pm
ogni canzone è un viaggio, ci sta proprio bene l’avvocato qui
September 5th, 2005 at 8:19 pm
Glider!!
Benvenuto. Lo sapevo che saresti corso qui per un post sull’avvocato.
September 6th, 2005 at 6:40 pm
eh, mi ci ha portato gong-oh ;)
September 6th, 2005 at 6:44 pm
Venghino siòri, venghino!
September 7th, 2005 at 6:11 pm
vale sempre la pena l’Avvocato.
2 anni fa all’arena flegrea a Napoli e ancora mi emoziono.
Alcuni borbottavano perchè non concede nulla, serio e ispirato. E niente bis.
Ma pure Guccini dice che i bis li danno i fighetti.
Ciao :-)
September 7th, 2005 at 9:33 pm
due anni fa è stato all’Augusteo! acc… me lo sono perso all’Arena.
E non è vera la storia del bis… a Macerata ne concesse due, naturalmente “vieni via con me” e coinvolse il pubblico dello Speristerio. Ma ci voleva troppo fiato per stargli dietro :)
Benvenuta
Gabriella