Cittadini, viva Sant’Ajta!

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I greci adoravano Agathé Thea (l’antica Iside e la Bona Dea latina) nume della fertilità il cui culto era sentito soprattutto in Trinacria; e a Catania in questi giorni si festeggerà la santa autoctona Agata. Giovanissima indossò il “flammeum”, velo rosso delle vergini consacrate a Cristo; ma Quinziano, proconsole locale, s’invaghì di lei e per svezzarla la rinchiuse in un lupanare, dove restò pura. Read the rest of this entry »

Lo sconvolgente Compianto di Bologna

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Ne “Le faville del maglio” D’Annunzio racconta una sera d’autunno, quando da ragazzino entrò col padre in una chiesa a Bologna per ascoltare della musica sacra. Mentre il padre ascoltava seduto su una panca, egli si mise a vagolare nella chiesa fiocamente illuminata e ad un tratto si trovò di fronte qualcosa che lo colpì profondamente: “Intravidi nell’ombra non so che agitazione impetuosa di dolore. Piuttosto che intravedere, mi sembrò esser percosso da un vento di dolore, da un nembo di sciagura, da uno schianto di passione selvaggia.” Che cosa aveva visto? Read the rest of this entry »

La Pietra del Diavolo

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MenhirEra un giorno di marzo del 1922; Ubaldo Mazzini, storico spezzino, percorrendo la mulattiera che dal paese di Biassa scendeva a Tramonti (Trans montes), dirigendosi a sinistra verso Monasterolo e zompettando fra ripide fasce coltivate a vite a strapiombo sul mare, si trovò di fronte un grande monolite a forma piramidale e con base rettangolare, sormontato da una croce di ferro. Read the rest of this entry »

Coccodrilli e Madonne

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Il DragoCorreva l’anno 1488 (o ’98, non si sa bene) e un terribile drago terrorizzava la contea di Selva (Grosseto). Era un “orrendo serpente” munito però di zampe e fauci enormi . Ma il signore della zona, conte Guido Sforza, imbattendosi in lui durante una battuta di caccia lo uccise “con l’aiuto di Dio” ed offrì metà del cranio mostruoso al Convento di Santa Fioria, mente l’altra metà fu spedita (e in seguito dispersa) alla romana Santa Trinità dei Monti. Read the rest of this entry »

Il Baradello

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di PlacidaSignora 4 Comments »

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Castel Baradello Il castello detto Baradello dal nome del colle su cui s’erige, si trova sul culmine estremo della Spina Verde, catena collinare che a ovest di Como degrada a sud, oggi Parco Regionale. Fogazzaro in un’infuocata lettera del 1899 inneggiante alla forza comasca dopo l’incendio dell’Esposizione Voltiana, definì la torre “fosca ammonitrice” (come fosse stata colpa sua), mentre tutto il castello faceva arrabbiare lo storico lario Frico Piadeni, che nel 1913 scriveva: “Sfinge sogghignante all’indagatore delle sue vicende, la vita del Baradello si potrebbe riassumere: nascita incerta, genitori ignoti, visse avventuroso e - reso inerme - morì esaurito”. Questo perché della sua storia anteriore al 1000 non si sa praticamente nulla: “Nessuna asserzione che non sia dubbia o apocrifa, nessuna data scolpita, nessuno stemma nelle serraglie portali o nelle mura, nessuna stampa o disegno che lo riproduca: niente.” Read the rest of this entry »

Tarùsc e Lusciàt

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Il Museo dell’Ombrello Placemark di Google Earth aggiunto da viaggioadagio.it Tra il Lago Maggiore e quello d’Orta sorge il Mottarone, monte sulle cui pendici si narra viva il Tarusc; gnomo alto mezzo metro, rosso di pelo, misantropo e affetto da timidezza acuta, ha un’unica passione: gli ombrelli. Perciò, tanti e tanti anni fa, decise di insegnare agli abitanti della zona del Vergante, unici umani che gli erano simpatici, l’arte del fabbricarli e un misterioso linguaggio comune: il tarùsc, appunto. Read the rest of this entry »

Il naufragio del Croesus

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San Fruttuoso di Camogli da Placida CuriosItalia Placemark di Google Earth aggiunto da viaggioadagio.it 150 anni fa, a San Fruttuoso Aprile 1855; nel porto di Genova, alla presenza di Cavour e Rattazzi, fervevano i preparativi per gli imbarchi su bastimenti inglesi dell’esercito piemontese destinato in Crimea. Il 24 mattina salpò il “Croesus” grande nave a propulsione mista (vela e motore) carica di ufficiali e soldati di sussistenza, medici, infermieri, medicinali anticolera e attrezzature varie di un ospedale da campo da cento letti; muli e cavalli, un milione e quattrocento razioni di viveri, acquavite, fieno: doveva rimorchiare il “Pedestrian”, bastimento a vela che trasportava munizioni e una Batteria da campagna. Soffiava un vento infernale, il mare era mosso e il Croesus sbagliò manovra rompendo con una violenta “poppata” l’albero di trinchetto al Pedestrian e imbarcando acqua; nonostante tutto la navigazione continuò. Read the rest of this entry »

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