E’ una città non grandissima, ma senza ombra di dubbio carinissima. Ho scoperto Lucerna quasi per caso, un anno fa, durante un viaggio in giro per l’Europa che ha portato me e la comitiva con la quale viaggiavo fino ad Amsterdam rigorosamente in pullman. Un viaggio ricco di esperienze che, fino ad oggi, non avevo mai raccontato qui. Adesso è il momento buono per farlo. E come tutti i viaggi che si rispettino comincio proprio dalla partenza e dalla prima tappa: Lucerna, appunto. Come tutti i viaggi lunghi è stato necessario partire all’alba. Una bella sfacchinata che ci ha portato al confine con la Svizzera per l’ora di pranzo. Da lì abbiamo proseguito per Lucerna. Siamo arrivati nel primo pomeriggio e la città ci ha accolto con un sole splendido che illuminava il suo bellissimo lago, ricco di atmosfera. Una città a dir poco magica. Ordinata, pulita, piena di belle cose da vedere. A cominciare dal ponte di legno, il famoso Kapellbrucke.
Un tempo il più antico della Svizzera (costruito nel ‘300), è stato ricostruito dopo un incendio che lo distrusse completamente. La torre ottagonale sull’acqua, ancor più antica del ponte, servì in epoche successive da prigione, archivio, stanza della tortura e stanza del tesoro.
Molto interessanti gli oltre cento pannelli che ornano il sottotetto. Dipinti all’inizio del ‘600, raffigurano avvenimenti della storia lucernense e svizzera. Adesso, dopo l’incendio, sono stati sostituiti da copie, ma non per questo è venuto meno il loro fascino e la loro bellezza.
Altra tappa fondamentale del nostro giro per Lucerna, oltre al centro storico e alla cattedrale, è stato il famoso Bucherer, il grande magazzino di orologi e gioielli. I prezzi sono a dir poco esorbitanti, ma gli oggetti sono molto molto belli. Una particolarità di Lucerna è il suo Leone d’oro. Si tratta di un bassorilievo che raffi
gura un leone sconfitto dai soldati svizzeri. Ma il fascino di Lucerna è dato proprio dal suo lago. l’altra zona interessante della città è quella che si sviluppa nella parte del National-Quai, l’ampio lungolago sempre molto frequentato durante le belle giornate. In questa zona si possono inoltre visitare la Hofkirche, la cattedrale Lucerna, il Museo Nazionale dei Trasporti, e risalendo lungo la Zurichstrasse, il Palazzo di Bourbaki. Non lontano iniziano le caratteristiche mura della Museggmauer, con numerose torri che offrono una bella vista sulla città. Una piccola città che merita di essere visitata! E se avete modo di fermarvi per la cena cercate ristoranti tipici del centro storico. Lì potrete gustare i cibi tipici della Svizzera (compresa la fonduta di formaggio) ma soprattutto potrete assistere a piccoli spettacoli di musica e balli locali, compresa l’esibizione del corno delle Alpi. Come ho detto Lucerna è stata solo la prima tappa del nostro viaggio. La tappa successiva è stata Strasburgo.
E’ il figlio più illustre di Todi. E nel settecentesimo anniversario della sua morte la città non poteva fare a meno di ricordare Jacopone da Todi con una grande mostra. Ai Palazzi Comunali della cittadina umbra saranno esposti rari codici miniati, tavole dipinte, sculture, oggetti d’arte e di oreficeria. Materiale speciale e unico che racconta la storia, la poesia, il misticismo del frate. Una storia che, a dire il vero, non si conosce ancora fino in fondo e che è da sempre sconfinata nella leggenda. Rimangono infatti documentati con certezza solo gli ultimi anni quando il suo nome appare nel manifesto di Lunghezza, risalente al 1297, col quale i cardinali Colonna, appoggiando le rivendicazioni degli Spirituali (la corrente più “estremista” del francescanesimo umbro), denunciarono l’illegittimità del papato di Bonifacio VIII. Read the rest of this entry »
L’Umbria apre le porte dei suoi frantoi per far conoscere l’olio nuovo grazie alla manifestazione Frantoi Aperti. Un modo nuovo per scoprire le tecniche di produzione e associare una breve vacanza con la scoperta delle tradizioni agricole della regione. Tutte le aziende che fanno parte del percorso sono ben distribuite su tutto il territorio umbro e la scoperta del Frantoio si potrà associare ad un gusto diverso (aromi che dipendono dal terreno, dalla quota, dalla raccolta), un panorama nuovo (colline, lago, vallate), una lavorazione differente (a freddo, in pietra, sgocciolamento naturale), una storia unica (le tecniche di varie generazioni racchiuse in un’ampolla d’olio). Degustazioni e visite guidate sono presenti in tutti i frantoi, ognuno si manifesta con un aspetto importante e diverso dagli altri: mini-visite al frantoio, macine in pietra ancora funzionanti, mostre ed abbinamenti con i prodotti tipici locali. Una manifestazione ormai consolidata che sa coniugare l’olio e il territorio con l’ambiente, la storia, la cultura e il turismo.
Tutti i Frantoi aderenti alla manifestazione apriranno ai visitatori il 4 e 5 novembre 2006, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (alcuni frantoi assicurano orari più ampi e differenti).
L’Umbria è una terra ricca di misteri. Tante e tante piccolissime realtà che racchiudono segreti, storie uniche nel suo genere. Ma questa sua particolarità, per molti turisti che vengono nella nostra regione, passa in secondo piano. Già, perché Gubbio da città di Palazzo dei Consoli, della Fontana dei Matti e della Corsa dei Ceri, diventa semplicemente la patria di “Don Matteo”. Esattamente come Città della Pieve non è più la patria di Pietro Vannucci detto il Perugino, dei Duchi della Corgna e del Palio dei Terzieri, ma il luogo in cui viene girato “Carabinieri”. Per non parlare poi di Castiglione del Lago, dove è stata girata un’altra fiction, “Ricomincio da me”. Read the rest of this entry »
Niente posate in argento e piatti di porcellana pregiata. Solo semplicità e cucina genuina. Ma a distanza di trent’anni è ancora in attività e adesso fa anche le cose in grande. Non è un ristorante da sogno. Diciamo piuttosto che è un ristorante nato da un sogno. Siamo a S. Venanzo, in Umbria alle pendici del Monte Peglia, in mezzo al parco dei Sette Frati (di cui, se siete interessati parlerò un’altra volta magari allegando anche qualche foto). Proseguendo sulla strada principale si trova la deviazione che conduce, ad Orvieto. Ed è lì, proprio a fianco alla strada, che si trova il ristorante “Bivio del Moro”.
La cucina proposta è quella tipica umbra, con salumi veramente ottimi e ricette cucinate alla maniera di una volta. Circa 40 anni fa venne fondato da un macellaio di S. Venanzo. Il motivo? Aveva sognato di stare lì, al bivio, a vendere porchetta e torta al testo (la tipica specialità umbra: un specie di piadina molto più spessa, per la ricetta… chiedete pure!). Cosa ha fatto il nostro intraprendente macellaio di S. Venanzo? Prendendo il sogno come premonitore ha iniziato a pensarci seriamente su e in pochissimo tempo ha aperto una bottega piccolissima in cui vendeva la torta con prosciutto, porchetta e altri salumi che produceva nel suo negozio insieme ad un po’ di vino. Ma lì non si poteva cucinare, non c’era né lo spazio né un fornello o un focolare adatto. Le torte al testo venivano preparate dalla moglie del macellaio a casa, in paese, e venivano portate su al monte dal figlio con la motocicletta. Da allora sono passati parecchi anni. “Il Bivio del Moro” si è ingrandito ed è diventato un ristorante a tutti gli effetti. Però non ha perso la sua caratteristica di locale a gestione famigliare ed è anche riuscito a conservare alla perfezione la cucina tradizionale di quella zona dell’Umbria. Certo non è alla moda, non ci sono camerieri in livrea ma le sale sono carine e soprattutto il cibo è ottimo e genuino. Adatto a chi vuole immergersi fino in fondo in quello che è il mangiare umbro.
Ristorante “Il Bivio del Moro”
VOCABOLO CAMPOGRANDE 19
05010 San Venanzo (TR)
Tel. 075 875193
La Quintana, la giostra barocca di Foligno, è uno spettacolo unico. La corsa, il corteo storico, le dame, i cavalieri, riportano la cittadina indietro nel tempo di secoli, fino ai fasti del ’600.
Ma per capirne fino in fondo lo spirito non basta seguire i vari eventi collegati alla manifestazione.
Per entrare in quello che è la Quintana per i folignati basta andare a cena in una delle tante taverne, ovvero i piccoli ristoranti che ogni rione allestisce in occasione della Giostra.







Ultimi Commenti