Nei giorni scorsi ero in quel della Svezia, e per la precisione ad Uppsala, la citta’ universitaria svedese. Il cielo era di un azzurro intensissimo e le giornate sono state addirittura calde, lo ho detto io agli autoctoni che porto il sole di Napoli! In ogni modo come sempre nei centri di ricerca incontri gente di ogni razza, una indiana, una svedese (e che svedese, capite a me), un cinese, un giapponese, un ucraino e per finire l’immancabile italiano. La cittadina sembra molto bella, le persone che girano tutte in bici, il lungofiume fiorito, il silenzio e la tranquillita’ che leggi negli occhi della gente. Sembrava davvero un posto fatato… boschi su boschi qui intorno, luce chiara e vivida lungo le case e la cattedrale che vedevo in lontananza, una vera citta’ completamente a misura d’uomo. E poi una delle cose piu’ belle che possano esistere, persone di tutte le razze che vivono insieme, e mi dicono anche molto bene le une con le altre. Mi piacerebbe che tutto il mondo fosse un pochino cosi’ almeno per oggi… anche se posso sembrare “sdolcinato”
Ieri sera mentre scambiavo due piacevoli chiecchiere una persona mi ha fatto ricordare Londra, ed ho promesso di parlarne… Era febbraio e Londra si muoveva come al solito, bella nella sua consueta normalità. Io ero lì per lavoro, e non era la prima volta che ci andavo… ma lo spettacolo che ebbi quella mattina fu magnifico…
Il sole si affacciava chiaro su un mare di tetti e di neve, cupole imbiancate, strade bianche dove camminavi mentre piccoli fiocchi si posavano sul cappotto, senza dar fastidio, quasi a carezzarti. Notting Hill era animata come al solito, gente di tutte le razze, persone che andavano al lavoro, odore di cipolle alle 7:00 del mattino e vita, tanta vita in una città che adoro. Poi la metro, due cambi e Canary Wharf, sulla riva stessa del Tamigi, su un’isoletta dell’est end. Ricordo che camminavo tra la neve che scendeva copiosa, i fiocchi leggeri si posavano sul Tamigi, verde ed impassibile intorno ai grattacieli ultramoderni, luci e vetri e specchi. Colletti bianchi, donne vestite eleganti e tutti con le cuffiette nelle orecchie. Respiravo un’atmosfera irreale, ovattata dal rumore della neve che si posava per terra, sulle acque, tutto era vetro e cristallo, esagoni e stelle di ghiaccio mentre i passi mi portavano via… anche io perso tra la neve, ma felice di vedere la faccia di una Londra che non conoscevo.
Oggi mi sento “an english man in Naples” : )







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