Tartufi e ‘gnostro

Appunti di viaggio
di Gabian 11 Comments »

Io ci vado per il profumo dei tartufi. Chi li vende non parlerà mai di acido fenico. Due parole che hanno quasi un suono sinistro. Nossignore, tartufo è profumo, è il colore bruno della terra che sta appiccicata a quei pori. La mano rugosa di un cercatore di tartufi è simile. Ha lo stesso terriccio incastonato. Ci sta bene “incastonato”. Sono preziosi i tartufi. E quelli di Bagnoli Irpino costano anche poco. Poco o molto vuol dire niente. Ad Alba scordatevi di accostarvi a un etto di tartufi per meno di 600 euro. Read the rest of this entry »

Grazie mille, eh!

Appunti di viaggio
di Gabian 3 Comments »

Io avrei completato la nuova grafica. Mi aspetto complimenti e ringraziamenti, anche perché ho aggiunto una cosuccia da niente che vi farà diventare verdi. Sul menu orizzontale, quello con i bottoncini marroni per intenderci, l’ultimo pulsante dice: "statistiche", cliccateci sopra ogni tanto e spassatevela! anzi, siete autorizzati a dire che tizio è un prezzemolino, e che Caia ha sempre da ridire su tutto. Buon divertimento! :p

L’amministratrice di condominio. 

Tammorre e femmenielli

Appunti di viaggio
di Gabian No Comments »

Le tammorre si sentono a un chilometro di distanza. Suoni confusi che piano piano si fanno più distinti. Tammorre, cantilene e femmenielli. Già un passo dentro alla primavera. La candelora vierno fora è questa. Ma di femmenielli quest’anno pochi. non c’è più guerra con l’abate di Montevergine, che nel 2002 tentò di rompere una tradizione più antica del santuario stesso. La leggenda vuole che la festa dei "femminielli" sarebbe ancora più antica della costruzione del Santuario stesso e risalirebbe addirittura al 1256, quando due omosessuali furono cacciati dalle mura cittadine per atti considerati osceni e portati sul monte Partenio per lasciarli morire in una giornata d’inverno. Invece il miracolo si compì, apparve il sole che squarciò le tenebre e i due potettero vivere e amarsi. I "femminielli" da anni si recano il 2 febbraio a Montevergine per ringraziare la Madonna, in una tammurriata che tiene insieme il sacro col profano.

Facci, ma mi facci il piacere

Appunti di viaggio
di Gabian No Comments »

Eh, la verità detta da altri brucia sempre. Sì, Napoli puzza, di fogna, di smog, di sporco. Sì, a Napoli c’è la camorra, ci sono le Vele, c’è il traffico.
E senza dire che Milano è peggio, caro Facci ti invito a Napoli, a girare tra quella città che puzza, è sporca e ti fa schifo, avendola vista a IstaMbul. Non puoi capirla, non puoi capirla da IstaMbul.
Vedi, anche a Napoli è arrivata Fastweb, c’è l’Ikea, c’è il centro direzionale… insomma tutte quelle cose che fanno terzo millennio. Troverai interi palazzi ai quartieri spagnoli con le paraboliche per il decoder satellitare… Ma Napoli resta borbonica, feudale: nella gente e nelle strade. Nel bene e nel male. E troverai che l’Ikea di Napoli non ha niente di svedese, che la Mercedes Slk ha le ammaccature pari pari a quelle della 500 del ‘73. Napoli è Napoli e non è IstaMbul. E non potrebbe essere alcuna città. Ed è l’unica città dove non troverai mai uno vestito uguale a un altro.
Se non capisci queste cose, statt ‘a casa, o a IstaMbul.

Spaghetti al pesce fujuto

Appunti di viaggio
di Gabian 2 Comments »

Non è Capri e lì pescatori non sono cornice posticcia. Il porticciolo della Corricella sarà pure pittoresco, ma Arcolino ci piazza le sue reti ad asciugare come un pescatore vero. Perché alle 4 del mattino prende il peschereccio assieme al fratello e va al largo. “Non la faccio la pesca a strascico: non si può, è vietato”. E la lampara in mezzo al mare luccica, ché i pesci si sono fatti furbi e non si accostano. Ma se tutto va bene ci scappa qualche tonnetto. E Arcolino torna al molo dopo aver scaricato a Pozzuoli. E i pescatori a Procida tornano senza pesce. Avanzi. Quel che serve ai ristoranti, agli affezionati. E’ così a Procida. Read the rest of this entry »

Benevento città spettacolo

Appunti di viaggio
di Gabian 13 Comments »

In un’immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise…

In fondo è stato un po’ come ritrovare le origini. Se l’unica data di un concerto estivo era questa, dopo Verona (e l’Arena non fa provincia per suonarci), allora li perdoni, caro Avvocato. Ormai è l’unico rimasto con la A maiuscola e senza cognome a seguire. E allora li perdoni: magari non sapevano che Maestro le sta un po’ antipatica come definizione. E non ci faccia caso se hanno preso dieci minuti per ringraziare l’assessore sconosciuto, l’onorevole ignoto e tizio e cazio. E anche per quel palazzetto dello sport. Lo so che le avevano promesso il Teatro Romano. Sa, era una prova tecnica di Colosseo. Ed è riuscita bene. Read the rest of this entry »

WP Theme & Icons by N.Design Studio
Entries RSS Comments RSS Log in