Harrogate, una distesa di fiori

Europa, Inghilterra
di Gabian 5 Comments »

harro6.jpgNon credo che nel 1926 la vista da questa finestra fosse la stessa. Non proprio. I fiori sì, però. Harrogate è una distesa di fiori. Così che Agatha, in fuga da un dolore, dalla finestra aveva i fiori e i colori e la tranquillità di una città serena, elegante, misurata. Agatha… che non era una persona qualunque, ma poteva passare per una signora borghese, in cerca di tranquillità, in un albergo elegante, di fronte alle terme. Acqua, fiori, verde… Harrogate. Stile vittoriano, un centro che racconta un’epoca mischiando armoniosamente i passaggi del tempo. Agatha arrivò in silenzio, ripartì in fretta. Era la scrittrice più famosa del Regno unito, per l’epoca.
Quella finestra da cui si affacciava c’è ancora, come la sua camera all’Old Swan Hotel. E l’atmosfera nel centro di Harrogate deve essere la stessa che cercava Agatha Christie.
harro4.jpgharro1.jpgharro.jpg Il tempo non va via in fretta, ad Harrogate. E lo si coglie nelle sale da tè. Locali piccoli, arredati con… fiori, che sono sulle pareti, sulle poltroncine, sui tavoli. Niente di paragonabile alle chiassose feste dei fiori di Sanremo. Harrogate è nel cuore dello Yorkshire e seleziona i turisti da accogliere. Ma la tradizione del giardino perenne qui è più forte che altrove, in Inghilterra.

Diario inglese. Sempre in coda

Appunti di viaggio, Europa, Inghilterra
di Gabian 2 Comments »

Bradford è un piccolo areoporto. Piccolo ma internazionale. O forse sembra piccolo perché è ordinato, disciplinato, silenzioso. Tutto è ordinato e silenzioso nello Yorkshire. Arrivare da Fiumicino, dove si è lasciata l’auto in doppia, tripla, anche quadrupla fila, dove si è fatto a pugni al check in, dove si tiene stretto il bagaglio, dove un ritardo tira l’altro, e calarsi in una in-fila.jpgrealtà completamente diversa non è semplice. La durata del viaggio, appena due ore e quaranta, non aiuta. Bisogna essere bravi a calarsi nella novità, perché il primo impatto sono le file. Le code: gli inglesi fanno code per tutto. Penso alle volte che ho preso un caffè al Gambrinus di Napoli. E’ il caffé più antico ed elegante di Napoli. E non c’è fila, solo ressa al banco. Bettys a York è una sala da tè di epoca liberty. Con i suoi specchi in argento, gli arredi eleganti e una grande vetrina sulla piazza principale di York. Prendere un tea da Bettys significa appartenere alla middle class di York. Non è locale da turisti, anche se è di molti la curiosità di leggere i nomi dei soldati americani passati di qui durante la seconda guerra mondiale. Sono nomi incisi con l’anello di diamante sullo specchio della sala di Bettys. L’unica e l’ultima traccia per tanti.
Se invece occorre del tè, ce n’è di tutti i tipi: per il mattino, per il tardo mattino, dopo colazione, per il pomeriggio, per la sera, per la cena e per il dopo cena. Aromatico, classico… si è capito? siamo nel cuore dell’Inghilterra!
Ma bisogna far la fila. Anche un’ora, che per un italiano sarebbe un’ora di bestemmie pensate, facendo la massima attenzione che qualcuno non tenti di fare il furbo. E invece sono tutti pazienti, tranquilli. Aspettano.

Diario inglese. Lesson uan

Appunti di viaggio
di Gabian No Comments »

Io non volo. Io ho paura dell’aereo. Non di stare tra le nuovle, di sentire leggeri vuoti d’aria all’altezza dello stomaco. Ma di decollare e di atterrare. Quelli sono i momenti in cui il controllo passa ad altri e le mani mimano la presa, mentre i piedi affondano su un freno che non esiste. Non saper volare significa essere consapevoli che il mondo là fuori è lontanissimo. Invece, poi, capita un invito. E la paura va in un angolo. E’ la curiosità a vincere. Almeno fino a quando non si presenta quel muso tondo e grande, una scaletta e uno spazio apertissimo. Signori, siamo in pista, ho ancora tempo per dire “no grazie, io torno a casa”. A casa ci sono tornata, ma dopo il viaggio. E’ bastato chiedere a un’hostess: “Scusi, ma questo coso grigio regge in aria?”. Lei gentilmente sorride e dice: “Sì, sopra le spiegheranno come pedalare per reggere la quota”.
I pedali li ho cercati; non c’erano. Ho scoperto, invece, guardano fuori dal finestrino, quel patchwork dai toni caldi disteso sull’Inghilterra e ho ringraziato Jet2.com.
Qui comincia un diario inglese. Lesson uan: perdersi un viaggio nello Yorkshire per una stupida paura sarebbe stato un delitto.

In alto i calici!

Appunti di viaggio
di Gabian 3 Comments »

cantina.jpgMi disse: “E adesso cosa ne faccio? mi tocca metterla tutta nel novello”
Gli dissi: “Non è mia. Fanne quello che vuoi. Voglio solo il prezzo pattuito”
Mi disse: “Non se ne parla proprio”
Gli dissi: “Vediamo”
E ci vedemmo nello studio del mio avvocato che gli fece passare sotto il naso la denuncia già pronta per truffa, falso, estorsione. Io avevo ventun anni, lui aveva un’azienda da dieci milioni di bottiglie piazzate in tutto il mondo. Ero alla mia prima vendemmia. Greco di Tufo. Non sapevo che la partita di uva andasse accompagnata in cantina fino alla consegna. Lo imparai in quei giorni. Perché di notte il trasportatore aveva deciso di sostituire la mia partita con quella di un altro. Marcia ovviamente, solo sistemata con uva fresca e bella in superficie. Il trasportatore però aveva dimenticato di farsi firmare la bolla di accompagnamento. Ebbi il prezzo pattutito all’inizio, non una lira di più, non una di meno. Anche perché il trasportatore era un cassintegrato di altra azienda che lavorava a nero. Read the rest of this entry »

Il Tartufo di Bagnoli Irpino

Appunti di viaggio
di Gabian 1 Comment »

E’ l’unica montagna che conosco che si raggiunge con una strada a scorrimento veloce e poi un paio di chilometri di curve, neanche troppo tornanti.

Stavolta la tappa non è sull’altipano di Laceno, ma nel paesino che precede. Bagnoli Irpino, un paio di migliaia di anime, un dialetto strano e il profumo di tartufo anche d’estate.

Non credeteci alla balla che i tartufi si trovano solo in autunno e in inverno e ciccia d’estate.

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Tartufo in mostra

Appunti di viaggio
di Gabian 2 Comments »

Giri, rigiri, sali e poi scendi, ma alla fine ti ritrovi sempre nella piazza. Il pavimento in basalto e un quadrato di case: cemento, pietra, tufo, il giallo fresco di quelle appena rifatte, il colore sempre uguale, sempre scuro e maculato di quelle che sono lì da cent’anni. Ma l’aria è uguale in ogni vicolo. Più che l’aria, il profumo. Tartufo, nero, forte, insistente. Read the rest of this entry »

Il vademecum della Viscontessa

Appunti di viaggio
di Gabian 4 Comments »

Arriviamo tardi, è vero. Tutta la blogosfera ne parla e rischiamo davvero di far la figura dei cafoni. Lei su Viaggioadagio fa brevissime puntate. Ma ogni volta ci ha regalato un gioiellino. E non meriterebbero nemmeno di stare nel limbo dei commenti, certe sue battute salaci. Siamo però convinti che senza un altro pigro (è solo una tirata d’orecchi) collaboratore di Viaggioadagio, a lei mancherebbe un pizzico di sale. Di viaggi scrive poco, perché ci confidò che i suoi giri si risolvono attorno a un mondo fatto di lavatrice, scuola dei figli, lavatrice, scuola dei figli, lavatrice, scuola dei figli, e poi lavoro, casa, lavatrice… Disse proprio così. Per fortuna però in questa perenne centrifuga, trova il tempo scrivere, qui e là. Qualcuno si è accorto che quel che scrive merita di essere letto anche da chi non ha una connessione a internet e non sa niente di blog. Poveretto, non sa cosa perde. In bocca al lupo, Viscontessa da tutti noi.

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