Mettiamo che abbiate scelto di visitare un’Inghilterra un po’ diversa da quella che si trova in agenzia; supponiamo che abbiate scelto di frequentare un corso d’inglese proprio a Norwich, nel verdissimo Norfolk, o che vi troviate alla UEA (University of East Anglia) per lavoro. Mettiamo che, per ipotesi, nel tempo libero abbiate esaurito la visita al castello, ai musei e alle cattedrali, e abbiate anche finito i soldi da spendere negli scintillanti centri commerciali. In questo caso vorrei proporvi una visita ad un villaggio a circa 9 miglia da Norwich. Si tratta di un pittoresco paesino molto antico dal nome impronunciabile. Si scrive Wymondham e (non chiedetemi perché) si pronuncia “Windam”. Soprannominata “market town” perche’ sede di mercati di prodotti locali fin dal medioevo, si direbbe una cittadina in miniatura, caratterizzata dai tetti rossi delle case e dall’imponente abbazia sassone che è anche il suo simbolo. Read the rest of this entry »
Qua in Inghilterra c’è un posto che sembra nato per far volare la fantasia. Si tratta di una catena di negozi chiamata “The Bear Factory” (la fabbrica degli orsetti). In tutti i suoi punti vendita, all’entrata ti accoglie un orso di peluche a grandezza naturale e, alle sue spalle, si apre un’enorme stanza piena di ceste e panieri di vimini colmi di pupazzi di varie forme e dimensioni. I peluche,non solo orsetti ma anche gattini, coniglietti e cani dalle facce strane, stanno lì nei cestini come senza vita dato che sono vuoti, senza imbottitura. Il primo passo è quindi scegliere (dalla faccia) il pupazzo che vi conquisterà, dopodichè lo si porta all’apposita macchina che ci soffierà dentro il cotone fino a farlo diventare bello grassottello e più o meno morbido, a seconda di come lo preferite Read the rest of this entry »
Venezia per me, ancor prima di
visitarla da ragazzina, è sempre stata una città magica, intrigante,
misteriosa come le sue maschere e affascinante come i suoi palazzi e la sua
storia. Sicuramente unica, è una città che si presta come nessun’altra a storie
e leggende. Leggendo qua e là e parlando di fantasmi con i miei “connazionali”
inglesi (appassionati del genere tanto da farci intere trasmissioni televisive
sulla ricerca di questi ultimi nei vari castelli sparsi per le campagne), mi
sono imbattuta nella leggenda di un fantasma veneziano un po’
particolare. Nella zona di Campo san Barnaba (placemark di Google Earth),
a poche decine di metri di
distanza si incontra calle delle Turchette (placemark di Google Earth) che finisce sull’omonimo ponte. Il
nome risale al 1428 quando delle prigioniere ottomane furono ospitate da
queste parti allo scopo di convertirle alla religione cristiana. Non era
raro, infatti, a quei tempi che molti Turchi ospiti della Serenissima si convertissero al
cristianesimo per convenienza. Anni dopo, in seguito alla famosa battaglia
di Lepanto vinta dal Doge Sebastiano Venier sui Turchi (1571), fra il bottino
di guerra conquistato dai Veneziani figurava un intero harem di cento
fanciulle. La maggioranza di queste ragazze si convertirono e in seguito
sposarono con dei Veneziani, taluni anche facoltosi. E’ in questo contesto che
si colloca la leggenda che sto per raccontarvi …
Read the rest of this entry »
Sì lo immagino, state già pensando: l’ennesimo articolo su Siena! Cosa ci sarà mai di nuovo? Datemi un attimo…lasciatemi spiegare. Non ho intenzione di dirvi dove andare, cosa vedere, dove e dormire e mangiare (che tra l’altro, dove vai vai, a Siena si mangia sempre benissimo!E non è per campanilismo). Vorrei solo un attimo della vostra attenzione per indicarvi qualcosa di diverso su cui puntare la vostra attenzione. Sto parlando dei colori! Read the rest of this entry »
Carissimi,
non so ancora bene cosa sia questa mia, forse una lettera aperta a tutti quelli che vivono lontani , come me, o il racconto senza pretese di un amore ritrovato, quello per la mia terra.
Sono una dei tanti “italiani all’estero” che popolano il mondo. Ogni volta che mi trovo in qualche posto un po’ insolito e remoto, mi diverte curiosare negli elenchi del telefono alla ricerca di nomi italiani e ne trovo sempre numerosi.
Allora mi chiedo come siano finiti lì, quali siano le loro storie, le loro esperienze,quali siano le loro nostalgie, i loro rimpianti…
Vivo oramai lontana dall’Italia da anni ma, solo recentemente, ci ho di nuovo “fatto pace”.
Sono una tra i tanti che se ne è andata perché “costretta” da un’incompatibilità di fondo con la mentalità che regna in certi ambienti (nel mio caso era l’università con il suo clientelismo esasperato). Read the rest of this entry »
(clicca per ingrandire - clicca + tasto shift per ridurre) Placemark di Google Earth aggiunto da viaggioadagio.it Dimenticate per un momento quell’Inghilterra che già conoscete. Mettete da parte i vostri ricordi del Tamigi, del Big Ben, del London Eye, della cattedrale di Saint Paul. Accantonate per un istante l’allegra confusione di Portobello Road e sforzatevi di non pensare ai colori della Capitale, a quel nero e bianco degli edifici e dei palazzi interrotto solo dalle macchie rosse brillanti delle cabine telefoniche (sempre meno numerose quelle classiche), delle cassette delle lettere, dei bus a due piani … Read the rest of this entry »







Ultimi Commenti