Dec 18
Anticoli,Cervara e Olevano:tre mini-capitali dell’arte
Appunti di viaggiodi Edmondo M. Add comments
Anticoli, Cervara e Olevano sono tre paesi del Lazio sconosciuti ai più ma che tra l’800 ed il ‘900 furono tra le mete italiane più amate dai pittori europei, soprattutto tedeschi, che qui vissero e ambientarono le loro opere creando una collezione di pregevoli opere d’arte custodite per la maggior parte nei musei ma in parte visibili anche nelle piazze e per le strade.Basta andarci, avventurarsi nell’atmosfera bucolica della valle dell’Aniene, gustarsi quei paesaggi da sogno e ammirare la bellezza delle donne dai capelli corvini, gli occhi scuri e le forme generose per capire il motivo per cui pittori, scultori ed incisori provenienti da ogni parte d’Europa si insediarono in questi tre paesi.
Quello di Anticoli (Placemark di Google Earth), in particolare, fu un vero e proprio fenomeno artistico. I primi ad arrivare furono Cornelius e Overbeck, chiamati “i
Nazareni” per i capelli lunghi e la barba incolta e, soprattutto, perché ispiravano la loro pittura alla cristianità, mentre gli ultimi furono italiani come Nino Costa, Cesare Pascarella e De Carolis.Molti di questi artisti affittarono vecchie stalle trasformandole in studi e questa usanza si diffuse al punto che nel 1935 se ne contavano oltre 50, oggi completamente scomparsi al pari delle “colonie” italiane e straniere di un tempo. La tradizione è tuttavia rimasta ancora viva: molti pittori di tutta Europa vengono infatti da queste parti, ne dipingono la piazza ed i panorami, ritraggono una bella fanciulla e restano rapiti ad ammirare il paese, costruito quasi interamente su uno sperone roccioso. E in
effetti si tratta di uno spettacolo davvero particolare: Anticoli è infatti un labirinto di scalinate che si succedono, vicoli che si incrociano e piazzette che sbucano all’improvviso al termine di viuzze che portano il nome del maestro dell’arte che vi lavorava. Sembra quasi un invito per il pennello o lo scalpello, un invito raccolto da molti come testimoniano le circa 500 sculture e dipinti esposti al Museo di Arte Moderna e Contemporanea, un palazzo del 1500 in pieno centro storico in cui sono organizzate frequenti ed interessantissime mostre, rassegne ed iniziative culturali.Molto simile è anche la storia della vicina Cervara di Roma, poco più di 170 abitanti ma una “vocazione artistica” che si deve essenzialmente alla magnifica ed incredibile collocazione; Cervara è infatti arroccata a nido d’aquila a oltre mille metri su una cima dei Monti Simbruini, completamente immersa in un silenzio irreale e in una
quiete che il famoso poeta spagnolo Raphael Alberti immortalò scrivendo: “Cervara vive sola, scolpita in cima a una montagna di pietra. È una scultura nel cielo, che al cielo volerebbe se l’aria la sostenesse”. E, in effetti, parlare di scultura da queste parti è tutt’altro che fuori luogo visto che la roccia calcarea tutto intorno è stata interamente modellata agli inizi degli anni ’80 dagli allievi dell’Accademia di Firenze che su questa “pagina di pietra” un affascinante susseguirsi di colombe, serpenti, gufi e simboli di fratellanza. Sempre a questi giovani scultori si deve la “Scalinata degli Artisti” che collega la piazza a valle alla piazzetta centrale. Ma è l’intero borgo ad essere letteralmente pieno di opere, murales e dipinti seminascosti tra le casupole in pietra, discreta e rispettosa testimonianza degli artisti che hanno voluto lasciando una loro impronta. È il caso di Ennio Morricone che ha lasciato un suo spartito su una parete, dei pensieri di Ungaretti immortalati in un murales e di moltissime altre creazioni di artisti italiani e stranieri tutti colpiti, come scrisse Samuel Morse nel
1830, da quel qualcosa di stranamente maestoso nella calma di un posto come questo.Un’altra meta prescelta dai pittori, per lo più tedeschi, in questa zona è Olevano Romano alle falde dei Monti Ernici. Il primo che vi giunse fu l’austriaco Joseph Anton Koch che lo ritrasse nella serie Vedute Romane che, insieme a quelle di tanti altri che vi passarono, sono conservati nel Museo-Centro Studi allestito nella centralissima Villa De Pisa.
Ma, più che il museo, è il panorama tutto intorno a meritare ogni attenzione: il paesaggio ha mantenuto infatti, ancora oggi, un carattere primitivo come quello che s’immagina leggendo la Bibbia oppure Omero -come scrisse Koch- che rendeva Olevano irresistibile per questi artisti e attraente per quanti oggi sono alla ricerca di un’autentica semplicità.
Anche chi non ha particolari talenti artistici e con pennello e scalpello ci litiga rimarrà sicuramente deliziato da una passeggiata da queste parti.
Leggi ancora...
Aggiungi il nostro feed ai tuoi preferiti oppure leggi le feednews di viaggioadagio.it direttamente sulla tua e-mail
Tags: 






Ultimi Commenti