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… già, il poveretto non sa che voglio vedere anche il luogo dei primi incontri di Andrea e Giustiniana ! Nella Venezia del 1754, la casa del Console Joseph Smith era uno dei principali poli di attrazione per artisti, intellettuali e visitatori stranieri. E proprio in una delle lussuose stanze, durante una mostra di pittura, si incontrano, per la prima volta, Andrea e Giustiniana. Eccolo: si tratta del bellissimo Palazzo Balbi (Placemark di Google Earth), di fianco a Ca’ Foscari, oggi magnifica sede della Regione Veneto dove, ho poi scoperto, lavora la sorella della mia paziente guida (ma si renderà conto della fortuna ? Saprà che in quelle stesse stanze A. e G. programmavano i loro incontri “casuali” ? Che lì, negli angoli bui, andavano alla ricerca del momento per potersi scambiare un bacio durante i ricevimenti come raccontano nelle lettere? ). Dopo Palazzo Balbi non mi rimane
che raggiungere, in Campo S. Maria Formosa, Palazzo Malipiero (Placemark di Google Earth), la casa di Giacomo. Come “Giacomo chi” ? Ma Casanova ovviamente ! Grande amico di entrambi i giovani, per la verità si sa che inizialmente si era preso una notevole “cotta” (non ricambiata) per la vivace Giustiniana. Ne parla in numerosi suoi scritti in cui la indica come una misteriosa “Mademoiselle XCV”. Quando però Casanova capì che Andrea era innamorato di lei, si fece elegantemente da parte, rimanendo per i due un amico fidato a cui potersi rivolgere per aiuto e confidenze. Proprio di fianco alla libreria Quercini (dove l’autore spesso si è fermato a scrivere il suo libro), Palazzo Malipiero è un bellissimo edificio bianco macchiato dal nero del tempo. Mi incanta la porta principale a cui si accede tramite un ponticello … me lo vedo Giacomo attraversarlo per entrare e non so che darei per una sbirciatina. Invece una ragazza grassottella e per niente ben vestita mi sorpassa con una busta della spesa, sale sul posticino … no dai,
non è possibile … e invece sì ! Suona il campanello ed entra ! Non lei in “quella” casa !! E la magia di Casanova ?!? Mentre il mio compagno di viaggio dà evidenti segni di stanchezza (o è forse qualcosa di più ? Sta meditando di scaricarmi in un canale ?), decido di non menzionare il Ridotto (in quei tempi il casinò più frequentato e famoso) dove le persone indossavano d’abitudine maschere e quindi facile luogo di appuntamento per i miei due protagonisti. Metto da parte perfino Palazzo Mocenigo, dove le lettere sono state rinvenute. E siccome l’ipoglicemia sta prendendo la meglio anche su di me, decido di chiudere il mio strano pellegrinaggio. Uno spritz e qualche delizioso “cicchetto” all’Osteria “da Alberto” (Placemark di Google Earth) forse potrebbero mettermi nel “mood” per un’altra passeggiata indietro nel tempo. Vedo un lampo di disperazione negli occhi della mia guida ! Sta meditando di mettere qualcosa nell’aperitivo sapendo che non reggo l’alcol. Ma in fondo il Campo in cui A. e G. si davano appuntamento per raggiungere la stanza affittata per loro da Casanova è abbastanza vicino. Sorrido, parlo di altro, faccio finta di non pensarci più … ne riparliamo dopo pranzo … magari lo convinco !
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