Passeggiare per il centro della splendida città giuliana è anche un’occasione per respirare l’atmosfera che ispirò alcuni tra i maggiori scrittori non solo italiani ma anche europei. Il labirinto di viuzze che si snodano intorno alla meravigliosa Piazza dell’Unità d’Italia (Placemark di Google Earth) si addentrano nel cuore della città vecchia, da sempre brulicante di vita e di osterie, e per questo così amata da Umberto Saba e da James Joyce che ne scrissero spesso nelle loro opere. Nella vicina Piazza Hortis, ed in particolare nella
ricchissima Biblioteca Civica, è permanentemente ospitato il Museo Sveviano che, oltre ad alcuni suoi bellissimi ritratti, custodisce gli scritti, le lettere e molte opere di Ettore Schmitz, alias Italo Svevo, un’opportunità straordinaria per conoscere meglio il grande scrittore triestino nato il 19 dicembre 1894 nella centralissima via dell’Acquedotto. Vicino alla piazza, appena oltre l’imponente e magnificamente conservato Teatro Romano, al 25 di via Risorgo si trova la casa che, il 9 marzo 1883,
diede i natali ad Umberto Saba. Lungo queste strade e lungo il vicino e modaiolo Corso Italia passeggiava Svevo per raggiungere ogni giorno l’ufficio nel quale fu impiegato per molti anni, passando probabilmente spesso anche per via Santa Caterina, dove, al civico 1, James Joyce visse con la famiglia nel suo periodo triestino. Proseguendo per la stessa strada si incrocia via Rossetti lungo la quale, proprio all’incrocio, è stata posta una grande targa che ricorda i versi di Umberto Saba, il grande scrittore che, durante le sue lunghe passeggiate amava riposare al Giardino Pubblico, una piccola oasi di pace, descritta anche da
Svevo in “Senilità”, nella quale si trovano tuttora i busti delle personalità più illustri di Trieste o che con Trieste condivisero parte della loro vita, tra i quali i tre grandi autori menzionati. Lasciato alle spalle il verde dei giardini, via Battisti riporta nel pieno della frenesia cittadina di Piazza Ponte Rosso, luogo di mercato ricordato anche da Saba il quale, proprio nella vicina via San Nicolò, gestì una piccola e deliziosa Libreria Antiquaria ancora aperta. Poche porte più avanti c’è la sede storica della Berlitz School, istituto nel quale Joyce lavorò per molti anni come insegnante di inglese, entrando in contatto con una fetta importante della borghesia triestina. È infatti grazie a questa sua professione che Joyce conobbe anche Svevo, con il quale condivise una profonda amicizia rafforzata dalla comune passione per la letteratura. In fondo alla via si trova un altro celebre caffè storico
triestino, il Caffè Tommaseo, ricordato da Saba con il nome di “Caffè dei Negozianti”, da cui si intravede già Piazza Verdi, con l’omonimo Teatro, spesso al centro delle vicende cittadine e delle storie narrate dai protagonisti della letteratura triestina e, di fronte, il palazzo Tergesteo, simbolo della Trieste imprenditoriale, dove Svevo lavorò per molti anni. Tutte queste vie, questi incroci, queste piazze ispirarono grandi artisti nel passato ma ancora oggi sono permeate da cultura, dinamismo e vita: fateci un giro e ve ne accorgerete.
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