A spasso nel Salento

Appunti di viaggio
di Edmondo M. Add comments

Greci cacciati dalle proprie case, colonizzatori romani, bizantini in espansione ed esploratori vichinghi: poche altre terre hanno avuto tanti “visitatori” come la Puglia e, in particolar modo, il Salento. Se però vi affacciate appena sulla costa a sud di Lecce non faticherete a capire il perché: mare azzurrissimo, profumo di ulivi e di salso, un clima meraviglioso dato dallo “scontro” tra il caldo scirocco e la fresca tramontana, spiagge accoglienti e riservate calette ad ogni angolo di costa da qui fino a Gallipoli. Insomma, una specie di paradiso terrestre. Anche la gente, ospitale e affabile, sembra risentire dei benefici influssi di questi posti, luoghi incantevoli che hanno attratto però anche invasori
Otranto.jpg tutt’altro che amichevoli; è il caso ad esempio dei Turchi inviati da Maometto II che nel 1480 cinsero d’assedio dal  mare la splendida Otranto (Placemark di Google Earth). La cittadina respinse sdegnosamente le condizioni di resa e venne rasa al suolo dopo ferocissimi scontri prima di essere riconquistata via terra dalle forze cristiane. Conseguenza di questi tragici eventi, oltre alla completa ricostruzione della città, furono i diversi torrioni posti a difesa della nuova Otranto, sorta sulle macerie della vecchia. Alcuni di questi torrioni sono imponenti capolavori architettonici: la Torre Alfonsina, ad esempio, a pianta pentagonale e con tre torri cilindriche agli angoli: ci sono salito e il panorama di cui si gode è uno spettacolo da togliere il fiato. Per motivi diversi lo è anche il colle della Minerva: qui ottocento salentini vennero infatti decapitati durante l’assedio del 1480 per non aver voluto convertirsi all’Islam. Nando, un simpatico vecchietto che ha un chiosco sulla costa a poca distanza dal colle, dice con orgoglio che se è vero che da allora qui si usa dire “Mamma li turchi !”, altrettanto vero è che a Istanbul dicono “Mamma li leccesi !”. Vero o falso che sia,
Cattedrale_Otranto.jpgquesta terra è rimasta comunque ospitale per chi sa accostarsi alle sue meraviglie con rispetto ed educazione, quello che ti offrono a loro volta gli abitanti delle piccole ma deliziose cittadine sparse in questo estremo lembo del tacco d’Italia. Passeggiare per il piccolo centro storico di Otranto è bellissimo: è una specie di raggiera di strettissimi vicoli lastricati in nuda pietra che convergono verso la maestosa Cattedrale. Spesso, quando il vento spira dal mare, agli angoli delle strade si creano dei vorticosi e suggestivi mulinelli di sabbia, sempre accompagnati dal sibilo caratteristico dei refoli d’aria che si insinuano tra le viuzze prima di perdersi sui bastioni della città. I dintorni di Otranto sono stati la “base” per la mia tre giorni di escursioni salentine: a 5-6 chilometri dalla città, in mezzo agli ulivi e al verde, c’è la graziosissima masseria “Gattamora” (Placemark di Google Earth), un’originale e antica masseria completamente ristrutturata e
Taranta.jpg trasformata in albergo/ristorante da Antonio e Patrizia, una  coppia di salentini d.o.c. simpatici e cordiali. Per una bella e confortevole  doppia in bassa stagione ho pagato meno di 70 euro e ne è valsa assolutamente la pena. L’altra perla del tacco d’Italia è sicuramente Galatina (Placemark di Google Earth), un vero e proprio gioiello del Medioevo, celebre soprattutto per il culto della “taranta”, un antichissimo ballo rituale danzato per liberarsi del demonio. L’ho visto solo una volta il giorno della festa dei Santi Pietro e Paolo e mi ha profondamente impressionato: i movimenti dei figuranti e della gente del posto sono a tratti
galatina_s_caterina.jpgossessivi e frenetici e incutono una certa inquietudine che svanisce d’incanto con la quiete e il silenzio che seguono. È come partecipare in prima persona al rito, liberarsi di paure e preoccupazioni e tornare sereni … un’esperienza particolarissima. Ma Galatina non è solo la taranta, Galatina è anche la splendida chiesa di Santa Caterina che tanti amici pugliesi mi avevano magnificato e che effettivamente è un capolavoro con l’esterno austero e “geometrico” ma con affreschi e dipinti bellissimi all’interno. Galatina è poi la deliziosa pasta di mandorle con cui si fanno i coloratissimi dolcetti caratteristici di questa zona. Gusto, tradizione e un’incantevole cornice naturale: attiravano i Turchi nel XV secolo, hanno attirato me oggi e continuano ad attrarre migliaia di turisti che ogni anno, non solo d’estate, “sciamano” per le viuzze della cittadina e per i chilometri e chilometri di bellissime campagne e coste tutto intorno: fatevi attrarre anche voi dalle meraviglie del Salento, non rimarrete delusi !

Leggi ancora...



Aggiungi il nostro feed ai tuoi preferiti oppure leggi le feednews di viaggioadagio.it direttamente sulla tua e-mail



Leave a Reply

WP Theme & Icons by N.Design Studio
Entries RSS Comments RSS Log in