LA CITTA’ VERTICALE

Appunti di viaggio
di jeneregretterien 5 Comments »

Napule è tutta rampe, scalinate,
scale, gradune, grare, grariatelle.
sagliute, scese, cupe, calate,
vicule ‘e coppa, ‘e sotto, viculille.
Allero o disperato, tu saglie
Sempre a Napule; fai na rampa,
n’ata, po’ n’ata ancora,
ca te leva ‘o sciato.
Napule a vide crescere
Tra rampa e rampa.
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Roba d’altri tempi: due passi nella vecchia Inghilterra

Appunti di viaggio
di Chiara 8 Comments »

(clicca per ingrandire - clicca + tasto shift per ridurre) Placemark di Google Earth aggiunto da viaggioadagio.it Dimenticate per un momento quell’Inghilterra che già conoscete. Mettete da parte i vostri ricordi del Tamigi, del Big Ben, del London Eye, della cattedrale di Saint Paul. Accantonate per un istante l’allegra confusione di Portobello Road e sforzatevi di non pensare ai colori della Capitale, a quel nero e bianco degli edifici e dei palazzi interrotto solo dalle macchie rosse brillanti delle cabine telefoniche (sempre meno numerose quelle classiche), delle cassette delle lettere, dei bus a due piani … Read the rest of this entry »

Tarùsc e Lusciàt

Appunti di viaggio
di PlacidaSignora 4 Comments »

Il Museo dell’Ombrello Placemark di Google Earth aggiunto da viaggioadagio.it Tra il Lago Maggiore e quello d’Orta sorge il Mottarone, monte sulle cui pendici si narra viva il Tarusc; gnomo alto mezzo metro, rosso di pelo, misantropo e affetto da timidezza acuta, ha un’unica passione: gli ombrelli. Perciò, tanti e tanti anni fa, decise di insegnare agli abitanti della zona del Vergante, unici umani che gli erano simpatici, l’arte del fabbricarli e un misterioso linguaggio comune: il tarùsc, appunto. Read the rest of this entry »

Il silenzio del Monte Amiata

Appunti di viaggio
di Lucia 2 Comments »

Sfogliando il libro dei ricordi delle vacanze di quando ero ragazzina, ho ritrovato una paginetta, piccola piccola, sul Monte Amiata, in Toscana. Era settembre, cominciava a far freddo soprattutto la sera, io e i miei, compresi i cugini vari, eravamo tra i pochissimi clienti dell’albergo “Sella”, proprio sulla vetta. Insieme a noi c’era una famiglia di Pisa. Me li ricordo bene. Avevano i figli più o meno della mia età. Quello che più mi è rimasto impresso sono le lunghe passeggiate e il silenzio che regnava nei boschi. Avrò avuto 14 anni, ma amavo quel senso di tranquillità. Read the rest of this entry »

La moto.

Appunti di viaggio
di CR42Falco 17 Comments »

Era tempo che volevo buttare giù due righe sulla faccenda. Lo faccio qui, certo di trovare qualche sostenitore sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda. La moto. Ebbene si, voglio proprio essere originale e parlare della moto! Molti penseranno che la moto abbia poco o nulla a che fare con il viaggiare adagio. Molti ce l’avranno a morte con i motociclisti che imperversano nei fine settimana tagliando la strada ai poveri automobilisti incolonnati nel traffico o con quelli che sfrecciano in città pure sui marciapiedi. Beh, hanno ragione. Non è il mezzo che fa l’uomo. E poi –sottovoce– certe cose le fanno gli scooteristi! Read the rest of this entry »

L’acquafrescaio

Appunti di viaggio
di jeneregretterien 7 Comments »

L’acquafrescaio è un antico mestiere della tradizione napoletana.
acquafrescaioQuesto si trova a Piazza Trieste e Trento ed è uno dei pochi rimasti. Infatti si possono notare le contaminazioni (patatine, pop corn, bubble gum etc.).
Una volta ce n’erano sparsi in molti angoli della città. Anche al Vomero ce n’era uno ad Antignano, ma ora è diventato un baretto.
Erano addobbati con grappoli di limoni e arance e servivano limonate con una punta di bicarbonato.
La leva dello spremilimoni si alzava, si inseriva il mezzo limone e poi veniva abbassata con un gesto deciso.
Il succo del frutto cadeva nel bicchiere.
Guardando questo spremilimoni (lo si puo’ vedere sulla destra, vicino al viso della signora) ho pensato a quel bellissimo oggetto disegnato da Philip Stark, a forma di ragno, elegante e slanciato ma che non serve a niente, perché lascia cadere i semi nel bicchiere.

Spaghetti al pesce fujuto

Appunti di viaggio
di Gabian 2 Comments »

Non è Capri e lì pescatori non sono cornice posticcia. Il porticciolo della Corricella sarà pure pittoresco, ma Arcolino ci piazza le sue reti ad asciugare come un pescatore vero. Perché alle 4 del mattino prende il peschereccio assieme al fratello e va al largo. “Non la faccio la pesca a strascico: non si può, è vietato”. E la lampara in mezzo al mare luccica, ché i pesci si sono fatti furbi e non si accostano. Ma se tutto va bene ci scappa qualche tonnetto. E Arcolino torna al molo dopo aver scaricato a Pozzuoli. E i pescatori a Procida tornano senza pesce. Avanzi. Quel che serve ai ristoranti, agli affezionati. E’ così a Procida. Read the rest of this entry »

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