Non me ne vogliano gli amici campani, ma dopo il bellissimo post di Jeneregretterien sui presepi napoletani, da umbra, mi sono sentita di rivendicare la paternità della sacra rappresentazione. Il primo presepe venne infatti realizzato nella nostra regione e precisamente a Greccio. Il grande ideatore? San Francesco di Assisi. Il presepio come lo vediamo realizzare ancor oggi ha origine, secondo la tradizione, dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme, con personaggi reali, pastori, contadini, frati e nobili tutti coinvolti nella rievocazione che ebbe luogo a Greccio la notte di Natale del 1223. Tutto fu approntato e, con l’autorizzazione di Papa Onorio III, in quella notte si realizzò il primo presepe vivente nel mondo.
Da allora i cittadini di Greccio ogni anno ripetono la magia di quel lontano Natale organizzando una rappresentazione sacra di quel momento. L’idea di rappresentare il primo presepe vivente è stata di P. Valerio Casponi e oggi alla sua realizzazione partecipano circa cento persone tra figuranti e struttura tecnica, impegnati nella rappresentazione che si svolge a Greccio il 24 e 26 dicembre e il 6 gennaio. La scena si compie in quattro quadri. Nel primo "San Francesco alla Cappelletta" si narra dell’arrivo del Santo sui monti di Greccio dove si costruirà un rifugio, quello appunto chiamato "Cappelletta". Nel secondo, detto del "Lancio del Tizzo", si può vedere il Santo che giunto nell’abitato di Greccio, sollecitato dalla popolazione locale, decide di stabilire la sua dimora nel luogo dove andrà a cadere un tizzo ardente lanciato da un fanciullo dalla piazza di Greccio. Per un prodigio, secondo la tradizione, il tizzo andò a cadere nel luogo dove sorge l’attuale Santuario Francescano. Nel terzo "Giovanni Velìta a Fonte Colombo", si assiste all’incontro del Signore di Greccio e di San Francesco, che si trovava a Fonte Colombo per la stesura della Regola dei Frati Minori, durante il quale il Santo esprime il desiderio di rivivere a Greccio la scena della Natività e ne sollecita l’aiuto. Infine, nel quarto e conclusivo, si rivive l’atmosfera di quella notte santa del 1223 con la nascita del Bambinello mostrato al popolo da San Francesco. La leggenda vuole che il simulacro del S. Bambino si animasse tra le mani del Santo, benedicendo la folla riunita.
Leggi ancora...
- No related posts
Aggiungi il nostro feed ai tuoi preferiti oppure leggi le feednews di viaggioadagio.it direttamente sulla tua e-mail







December 5th, 2005 at 7:06 pm
Gli amici campani ringraziano! Ce l’hai qualche bella foto? Dai che ce l’hai!
:-)
December 5th, 2005 at 7:11 pm
Ho provato ad inserire l’immagine dell’affresco di Giotto ma non ci sono riuscita :(… Cerco meglio, se trovo un’immagine più recente e riprovo!
December 5th, 2005 at 7:16 pm
Ah…’sta tecnologia! Dillo alla sosò, che dice di aver creato una piattaforma superfacile per inserire le foto!!!
December 6th, 2005 at 2:54 pm
Questo lo uso stasera in classe!! grazie!
December 8th, 2005 at 8:44 pm
un ritorno alle origini….. Grazie :-)