“Vu d’Italie. 1841-1941” al MNAF
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Può la fotografia essere considerata un’espressione d’arte ? È una domanda che si ripresenta con una certa regolarità e dà sempre luogo a vivaci dibattiti. Orbene, l’apertura del nuovo MNAF, il Museo Nazionale Alinari della Fotografia (Placemark di Google Earth), è destinata a rinnovare queste discussioni. Questo si propone infatti come prestigiosa vetrina destinata a valorizzare il patrimonio di immagini, strumenti ed apparati contenuti negli archivi della dinastia fiorentina che, oltre 150 anni fa, cominciò a “mettere in posa” l’intero Paese. Risale infatti al 1852 l’inizio dell’attività di Leopoldo Alinari: migliaia e migliaia di foto scattate con rigore ed accuratezza scientifiche,
inquadrature perfette e prospettive da manuale. Le sue “creazioni” non concedevano nulla all’estro del fotografo ma erano veri e propri punti di riferimento per amanti e studiosi dell’arte e dell’architettura italiana. Piano piano l’intera Italia viene “schedata” arricchendo gli archivi dell’azienda di milioni di negativi, lastre e fotocolor. Questo patrimonio di immagini nel tempo è stato oggetto di un’intensa attività espositiva voluta dagli eredi del fondatore e sviluppata attraverso mostre e rassegne in tutto il mondo. La costituzione della Fondazione per la storia della fotografia nel 1998
e, soprattutto, la recente apertura del MNAF sotto la loggia dell’antico ospedale di San Paolo, sono il culmine di questo sforzo. E non ci poteva essere scelta migliore di “Vu d’Italie. 1841-1941” per inaugurare questo nuovo museo: dedicata ai primi cento anni di storia della fotografia italiana, la rassegna ospita opere provenienti dalle collezioni del Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari, presentandole come un viaggio storico dai primi nomi della dagherrotipia, alle immagini metafisiche tradotte con la tecnica del negativo su carta, per finire al momento d’oro della fotografia prodotta dai più importanti atelier della penisola. Il percorso della mostra si articola in tre sezioni: nella prima l’obiettivo è puntato sulla comparsa e sullo sviluppo dei grandi stabilimenti fotografici; vedute di paesaggi urbani e ritratti sono i protagonisti assoluti di questa prima parte dell’esposizione. Ai primi pionieri si susseguono nuove generazioni d’ispirazione più romantica con alcune vedute di Roma e del meridione del Paese di altissima qualità ma recanti anche una visione pittoresca e meno “scientifica”. La seconda sezione esamina la graduale emancipazione di questa nuova
tecnologia che inizia ad acquisire propri codici estetici: attraverso i lavori di diversi fotografi italiani e stranieri viene testimoniato il passaggio da un’opera ispirata dalla pittura ad una pratica fotografica più autonoma. Il progresso tecnico all’inizio del ventesimo secolo facilita la pratica della fotografia e la rende accessibile ad un pubblico più vasto e questo dà nuovo impulso all’intero settore che cresce intorno alla Società Fotografica Italiana. La terza ed ultima sezione, si occupa delle avanguardie fino alla nascita del neorealismo: inevitabile passare per l’Istituto LUCE che controlla le immagini della propaganda destinate a esaltare il regime documentando la vita quotidiana e politica della penisola e diffondendone una versione edificante. Altri fotografi scelgono invece un percorso di maggiore indipendenza rivendicando la libertà assoluta del fotografo nell’interpretazione della realtà ed avvicinandosi così all’estetica surrealista. Insomma, dall’anonimo artigiano sottomesso al committente -privato o regime che fosse- al celebre fotografo/artista: “Vu d’Italie” ne ha per tutti i gusti !!
FIRENZE - Piazza Di Santa Maria Novella, 14
Orari: dalle 09:30 alle 19:30 (il sabato fino alle 23:30)
Chiuso il mercoledì
Ingresso 9 €
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