“I luoghi del cuore” del F.A.I.
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Il Fondo per l’Ambiente Italiano ha da poco comunicato i risultati del 3° censimento “I luoghi del cuore”: si chiedeva di segnalare, via posta o su internet, un “luogo del cuore” che si desiderava salvare o proteggere, o anche solo semplicemente ricordare e far ricordare.
Ben 120.000 Italiani, oltre il 30% in più rispetto alla precedente edizione, hanno aderito all’iniziativa, quest’anno circoscritta ai luoghi naturali, un bene preziosissimo del nostro paese ma spesso tra i più a rischio, sottoposto com’è agli attacchi dell’inquinamento, della speculazione e dell’incuria.
Questo lusinghiero risultato è stata, ancora una volta, la dimostrazione di quanto si vada sempre più accentuando una sensibilità alla difesa dell’inestimabile patrimonio naturale e paesaggistico della penisola. Molti hanno infatti votato luoghi che sono in pericolo, segnalando realtà che hanno bisogno di protezione; altri si sono invece affidati a ricordi ed emozioni, segnalando luoghi cari per motivi sentimentali.
A vincere è stato, a sorpresa, un brolo, ovvero un terreno delimitato, della provincia di Treviso: quello del Monastero dei Santi Gervasio e Protasio a San
Giacomo di Veglia, un prato verde che già dal 1700 apparteneva al complesso residenziale trasformato nei primi del ‘900 in monastero. Il complesso edilizio fu costruito seguendo il modello delle due barchesse parallele e contrapposte, con un cortile centrale di forma quadrata che in origine era aperto verso la piazza del borgo per concludersi sulla porta occidentale che interrompeva il muro di cinta del brolo, ora sostituito da un vasto prato. Sul prato grava oggi la minaccia di un progetto di edificazione che cancellerebbe un luogo diventato simbolo di devozione e di pace.
Al 2° posto si è piazzato il Parco della Rocca Borromea, uno sperone roccioso alto oltre
La 3^ posizione è andata al Lago Azzurro, uno dei simboli della valle Spluga, un luogo … che non esiste più ! Infatti, questo incantevole lago a cui Carducci ha dedicato una poesia, situato alle pendici del Pizzo Groppera a
specchio d’acqua ogni primavera, senza che nessun ruscello lo alimentasse, si riempiva e scompariva in autunno per lasciare posto alla neve, probabilmente grazie alla permeabilità del sottosuolo e all’innalzamento periodico di acque sotterranee. Negli ultimi anni il lago è rimasto però una conca vuota senza che gli esperti siano riusciti a capirne le ragioni.
Sul sito del FAI, è riportata la classifica dei primi cento luoghi segnalati dagli Italiani, segnalazioni di cui il Fondo si renderà portavoce presso le autorità preposte alla loro tutela nel tentativo di fare qualcosa di concreto per la salvaguardia di questi tesori naturali del nostro Paese.
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